Nefropatie croniche: incerta la valenza dei farmaci anti-osteoporosi

I benefici ed i danni derivanti dal trattare pazienti con nefropatie croniche con uno qualsiasi dei farmaci impiegati per prevenire la perdita d’osso e le susseguenti fratture rimangono incerti. Questo dato deriva dalla revisione con meta-analisi di 13 studi effettuata da Lisa Wilson della Johns Hopkins University di Baltimora, secondo cui i pazienti con nefropatie croniche, ed in special modo quelli con nefropatia terminale che richiede un trapianto di rene, presentano un incremento del rischio di frattura rispetto alla popolazione generale, e le fratture sono associate sia con una riduzione della qualità della vita che con un aumento della mortalità.

La maggior parte degli studi esaminati era incentrata sui bisfosfonati, ma altri hanno investigato il possibile ruolo di altri farmaci, come il raloxifene, il teriparatide ed il denosumab, ma nessuno di essi era collegato a risultati chiaramente positivi sia in termini di significativitĂ  statistica che di costanza dei risultati, e molti di essi risultano comunque connessi a significativi effetti collaterali.

I ricercatori hanno dunque concluso che sono necessari ulteriori studi per determinare le migliori opzioni per i pazienti nello spettro delle nefropatie croniche per migliorare la BMD e prevenire le fratture minimizzando i rischi di effetti collaterali. (Ann Intern Med online 2017, pubblicato il 10/4)

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