Nell’era del CoVid-19, il miglior modo di proteggere i pazienti con insufficienza renale potrebbe consistere nella dialisi domiciliare con monitoraggio effettuato tramite telemedicina.
Diversi specialisti infatti hanno descritto un programma nel quale ai pazienti è stato insegnato a dializzarsi a casa propria, con controlli mensili effettuati tramite telemedicina e prelievi di sangue effettuati da un operatore che lavora direttamente al domicilio del paziente.
Tenere il paziente a casa piĂą possibile ridurrebbe il rischio di sviluppare sintomi gravi da CoVid-19, come affermato da Osama El Shamy della Icahn School of Medicine di New York.
Su 80 pazienti in dialisi peritoneale dell’ospedale Mount Sinai, l’80% oggi fa uso di Sharesource, una piattaforma di connettività basata sul cloud che condivide informazioni derivanti dall’apparecchio dialitico del paziente, e consente al nefrologo ed al resto dello staff di monitorare le informazioni di ciascun ciclo.
Come affermato da diversi esperti, i soggetti nefropatici sono particolarmente esposti al CoVid-19 in quanto il sistema immunitario è meno efficace del normale, ed inoltre comorbidità come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari sono più comuni in questa popolazione, senza contare che molti pazienti del genere sono anziani.
Il sistema d’altro canto funziona bene. Il paziente è contento, l’assistenza è ragionevolmente buona ed il sistema sanitario viene protetto eliminando la necessità di usare molto equipaggiamento protettivo personale, il che si traduce nel risparmio di risorse da impiegare per i pazienti in condizioni peggiori.
Per quanto il metodo sembri funzionare bene nell’era del CoVid-19, comunque, non è noto cosa accadrà quando la pandemia sarà cessata. Secondo alcuni esperti, per quanto sia possibile capire molte cose dalle immagini video, il senso del tatto non può essere sostituito, ed un medico di persona può riscontrare subito la presenza di calore o gonfiore, per cui sarà da vedere come ciò influenzerà gli esiti per il paziente. (Am J Nephrol online 2020, pubblicato il 28/4 https://doi.org/10.1159/000508023)



