Secondo una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su Annals of Medicine nel 2025, la fragilità riguarda quasi un terzo dei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca ed è associata a numerosi fattori di rischio, alcuni dei quali potenzialmente modificabili. Gli autori sottolineano come uno screening preoperatorio accurato, basato su strumenti validati, e una gestione mirata dei fattori di rischio possano contribuire a migliorare significativamente gli esiti perioperatori.
Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori iraniani, aveva l’obiettivo di stimare la prevalenza della fragilità e di individuare i principali fattori associati nei pazienti candidati a interventi di cardiochirurgia. L’analisi ha incluso 78 studi per un totale di oltre 6,6 milioni di pazienti. La prevalenza combinata della fragilità è risultata del 30,2% (intervallo di confidenza, IC 95%: 28,3–32,0), evidenziando l’ampia diffusione del fenomeno in questa popolazione. Tra i fattori sociodemografici più rilevanti spiccano l’età avanzata (differenza media standardizzata, SMD = 0,29 [0,18–0,40]) e il sesso maschile, che sembra associarsi a un rischio inferiore (OR = 0,55 [0,46–0,65]). Dal punto di vista laboratoristico, livelli più bassi di emoglobina (SMD = –0,62 [–0,82, –0,42]) e di albumina (SMD = –0,48 [–0,68, –0,28]) si correlano significativamente alla fragilità. Anche alcuni indicatori clinici risultano forti predittori: la classe NYHA IV (OR = 6,29 [4,07–9,71]) e un punteggio EuroSCORE II più elevato (SMD = 0,52 [0,37–0,68]) aumentano sensibilmente la probabilità di fragilità. Inoltre, comorbidità come fibrillazione atriale, disfunzioni epatica, polmonare, renale e neurologica, oltre al diabete, contribuiscono ulteriormente al rischio.
In conclusione, la fragilità rappresenta una condizione ad alta prevalenza tra i pazienti cardiochirurgici e si associa a molteplici variabili cliniche e biologiche. Identificare precocemente i soggetti vulnerabili e intervenire sui fattori modificabili potrebbe migliorare la prognosi e ridurre le complicanze postoperatorie.
Annals of medicine, 57(1), 2576638. https://doi.org/10.1080/07853890.2025.2576638


