Abelacimab: meno sanguinamenti rispetto a rivaroxaban nei pazienti con FA

Nei pazienti con fibrillazione atriale (FA) a rischio moderato-alto di ictus, il trattamento con abelacimab può determinare livelli significativamente più bassi di fattore XI libero e una riduzione marcata degli eventi emorragici rispetto a rivaroxaban. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato nel 2025 sul New England Journal of Medicine, che aveva come obiettivo principale la valutazione della sicurezza di questo anticorpo monoclonale umanizzato. Lo studio ha coinvolto 1287 pazienti con fibrillazione atriale e rischio moderato-alto di ictus, randomizzati a ricevere iniezioni sottocutanee mensili di abelacimab (150 mg o 90 mg, somministrate in cieco) oppure rivaroxaban orale (20 mg una volta al giorno, somministrato in aperto). L’endpoint primario era rappresentato dall’incidenza di sanguinamenti maggiori o clinicamente rilevanti non maggiori.

Dopo tre mesi di trattamento, i livelli di fattore XI libero risultavano quasi azzerati nei pazienti trattati con abelacimab: la riduzione mediana è stata del 99% con la dose di 150 mg (intervallo interquartile 98–99) e del 97% con la dose di 90 mg (intervallo interquartile 51–99). Il comitato indipendente di monitoraggio dei dati ha deciso di interrompere anticipatamente lo studio, rilevando un rischio di sanguinamento nettamente inferiore nei gruppi abelacimab rispetto al gruppo rivaroxaban. Il rischio di sanguinamento maggiore o clinicamente rilevante è stato significativamente più basso con abelacimab: circa 3,2 episodi all’anno con la dose di 150 mg e 2,6 episodi con la dose di 90 mg, rispetto a 8,4 episodi annui nei pazienti trattati con rivaroxaban. Questo corrisponde a una riduzione del rischio di circa due terzi (hazard ratio 0,38; intervallo di confidenza, IC 95% 0,24–0,60 per la dose da 150 mg e 0,31; IC 95% 0,19–0,51 per la dose da 90 mg; P<0,001 per entrambi i confronti). L’incidenza e la gravità complessiva degli eventi avversi sono risultate simili tra i tre gruppi di trattamento, confermando un buon profilo di sicurezza generale.

In conclusione, nei pazienti con fibrillazione atriale a rischio moderato-alto di ictus, abelacimab si è dimostrato significativamente più sicuro di rivaroxaban in termini di rischio emorragico, riducendo in modo marcato i livelli di fattore XI libero. I risultati suggeriscono che l’inibizione selettiva del fattore XI potrebbe rappresentare una nuova strategia efficace per la prevenzione dell’ictus con un minore rischio di sanguinamento.

N Engl J Med. 2025 Jan 23;392(4):361-371. doi: 10.1056/NEJMoa2406674. PMID: 39842011.

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