La chirurgia bariatrica può ridurre in modo significativo il contenuto di grasso intraepatico e migliorare la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) nei pazienti obesi. Lo conferma una revisione sistematica pubblicata su Medicina nel 2024, condotta in diversi centri in Romania.
Gli autori hanno analizzato 12 studi di coorte prospettici, coinvolgendo 613 pazienti obesi con NAFLD sottoposti a interventi bariatrici. Le variazioni del grasso epatico sono state misurate tramite frazione di grasso della densità protonica con risonanza magnetica (MRI-PDFF), prima e dopo l’operazione. Tutti gli studi hanno evidenziato riduzioni significative del grasso intraepatico, con delta MRI-PDFF compresi tra il 6,9% e il 14%. Anche i risultati relativi alla perdita di peso sono stati notevoli: le percentuali di eccesso di peso perso hanno raggiunto l’81,3%, mentre le riduzioni del BMI sono arrivate fino a 12 kg/m². È emersa una correlazione diretta tra il grado di perdita di peso e la riduzione del grasso epatico. Diversi studi hanno inoltre riportato alte percentuali di risoluzione della steatosi e della steatoepatite non alcolica (NASH) dopo l’intervento, sottolineando l’impatto positivo della chirurgia bariatrica sulla salute epatica.
I risultati confermano che la chirurgia bariatrica non è solo uno strumento efficace per la perdita di peso, ma rappresenta anche una strategia clinica fondamentale per migliorare la NAFLD nei pazienti obesi. L’entità della riduzione del grasso epatico riflette direttamente il successo metabolico dell’intervento, rendendo la chirurgia bariatrica un’opzione terapeutica strategica.
Medicina (Kaunas, Lithuania), 60(12), 2003. https://doi.org/10.3390/medicina60122003


