Terapia ormonale in menopausa associata a maggiore rischio cardiovascolare

Uno studio condotto su un’ampia coorte di donne veterane statunitensi ha evidenziato un’associazione significativa tra l’uso della terapia ormonale sostitutiva (HT) in menopausa e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari (CVD) e mortalità per tutte le cause. L’analisi, pubblicata su European Heart Journal – Quality of Care and Clinical Outcomes, ha incluso 241.943 donne con età pari o superiore a 45 anni, che hanno avuto contatti con il sistema sanitario Veterans Health Administration (VHA) tra il 2000 e il 2017.

La terapia ormonale è stata definita come l’uso di estrogeni per via orale o transdermica, da soli o in combinazione con progestinici. L’insorgenza di patologie cardiovascolari è stata monitorata attraverso diagnosi di cardiopatia ischemica, ictus, scompenso cardiaco, fibrillazione o flutter atriale, stenosi aortica, ipertensione polmonare, tromboembolismo venoso e arteriopatia periferica.

Per limitare i bias, è stato utilizzato un metodo di propensity score matching in rapporto 1:2, bilanciando i gruppi per variabili demografiche, fattori di rischio cardiovascolare, condizioni psichiatriche e uso di farmaci cardiovascolari. Dopo il matching, l’incidenza di eventi cardiovascolari è risultata significativamente più elevata nel gruppo trattato con HT (22,4%) rispetto a quello non trattato (11,7%), con una significatività statistica elevata (p < 0,001). Anche la mortalità per tutte le cause è risultata superiore nel gruppo HT (8,0% contro 5,2%; p < 0,001).

L’analisi multivariata tramite modelli di Cox ha confermato l’associazione tra uso di HT e un rischio aumentato di CVD (HR=1,74; IC 95%: 1,63–1,85) e di morte (HR=1,25; IC 95%: 1,13–1,39). Il rischio è risultato aumentato anche per ciascuna delle singole condizioni cardiovascolari indagate.

Gli autori concludono che, nelle donne veterane di età pari o superiore a 45 anni, la terapia ormonale in menopausa si associa a un incremento del rischio per un ampio spettro di malattie cardiovascolari e della mortalità generale, sollevando interrogativi sulla sicurezza di tale trattamento in questa popolazione.

European Heart Journal – Quality of Care and Clinical Outcomes, qcaf136, https://doi.org/10.1093/ehjqcco/qcaf136

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