Secondo uno studio pubblicato sul British Journal of Hospital Medicine, due specifici rapporti proteici plasmatici (PPRs) mostrano un’associazione causale significativa con l’alopecia areata (AA), suggerendo nuovi possibili biomarcatori e meccanismi patogenetici della malattia autoimmune del follicolo pilifero.
“L’obiettivo del nostro studio era quello di chiarire le relazioni causali tra un ampio pannello di rapporti proteici plasmatici e l’alopecia areata, per comprendere meglio i meccanismi biologici e individuare potenziali target diagnostici e terapeutici” spiega Xiaoqi Tan, del First Affiliated Hospital of Jinan University di Guangzhou, Guangdong, e del Department of Dermatology dell’Affiliated Hospital of Southwest Medical University di Luzhou, Cina, che ha diretto il gruppo di lavoro.
Gli autori hanno utilizzato i dati dello United Kingdom Biobank Pharma Proteomics Project (oltre 54.000 partecipanti) e del database FinnGen R11 (con 862 casi di alopecia areata e 432.686 controlli) per condurre un’analisi di randomizzazione mendeliana bidirezionale. Sono stati valutati 2.821 rapporti proteici plasmatici (PPRs) come potenziali esposizioni causali per l’alopecia areata, applicando diversi metodi statistici, tra cui inverse-variance weighting (IVW), weighted median, simple e weighted mode, e MR-Egger, al fine di stimare la direzione e la robustezza delle associazioni. I risultati hanno evidenziato che due rapporti proteici, AGRN/HSPG2 (agrina/eparan solfato proteoglicano 2) e DECR1/FKBP1B (2,4-dienoil-CoA reduttasi 1/FK506-binding protein 1B), risultavano significativamente elevati nei pazienti con alopecia areata. L’analisi IVW ha dimostrato che un incremento di una deviazione standard nel rapporto AGRN/HSPG2 aumentava il rischio di alopecia areata del 44,8%, mentre un analogo incremento nel rapporto DECR1/FKBP1B comportava un aumento del rischio del 65,8%. Al contrario, l’analisi di causalità inversa non ha rilevato alcun effetto significativo dell’alopecia areata sull’espressione di tali rapporti proteici, indicando che la relazione è unidirezionale e che i PPRs costituiscono verosimilmente fattori causali e non conseguenze della malattia. Le analisi di sensibilità hanno confermato la robustezza dei risultati, escludendo la presenza di pleiotropia orizzontale. “Queste prove rivelano un legame biologico diretto tra specifici profili proteici plasmatici e lo sviluppo dell’alopecia areata, offrendo nuove prospettive per la diagnosi precoce e la personalizzazione terapeutica. Ulteriori ricerche funzionali saranno necessarie per comprendere come questi biomarcatori influenzino la risposta immunitaria e la distruzione autoimmune del follicolo pilifero” concludono gli autori.
Br J Hosp Med (Lond). 2025 Sep 25;86(9):1-15. doi: 10.12968/hmed.2025.0405. Epub 2025 Sep 15.


