Degenerazione maculare legata all’età: l’onere globale della malattia cresce

Uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health ha analizzato in modo approfondito l’onere globale della degenerazione maculare legata all’età (AMD) dal 1990 al 2021, evidenziando come, nonostante il miglioramento dei tassi standardizzati di prevalenza e disabilità, il numero assoluto dei casi continui a crescere a livello mondiale. L’indagine, basata sui dati aggiornati del Global Burden of Disease Study (GBD 2021), mostra un forte impatto della malattia legato all’invecchiamento della popolazione e a marcate disparità regionali e socioeconomiche.

“La degenerazione maculare rappresenta una delle principali cause di perdita visiva irreversibile nel mondo, e i nostri dati dimostrano che il suo peso epidemiologico continua ad aumentare in modo significativo, specialmente nei Paesi a basso indice sociodemografico. Questi risultati mettono in luce la necessità di politiche sanitarie più mirate, soprattutto per le regioni in cui la malattia insorge più precocemente e le risorse per la diagnosi e il trattamento restano limitate” afferma Haorong Kong, del Beijing Tongren Hospital, Capital Medical University, Beijing, Cina, che ha guidato lo studio.

L’analisi, condotta su dati di oltre trent’anni provenienti da 204 Paesi, ha valutato il carico globale della malattia utilizzando parametri quali numero di casi, prevalenza per 100.000 abitanti e anni vissuti con disabilità (YLDs). Dal 1990 al 2021, la prevalenza globale dell’AMD è aumentata da 364.000 a 806.000 casi (+121%), mentre gli YLDs sono passati da 30.000 a 58.000 (+91%). Tuttavia, le misure standardizzate per età, ovvero prevalenza (ASPR) e tasso di YLD (ASYR), hanno mostrato un calo significativo, con variazioni percentuali annue stimate (EAPC) rispettivamente di -0,26 e -0,94. A livello regionale, le aree a basso indice sociodemografico (SDI), come l’Africa subsahariana, hanno registrato la più alta prevalenza standardizzata (139,9 per 100.000 abitanti) e un’età media di insorgenza più giovane, con la maggior parte dei casi concentrati tra i 55 e i 74 anni. Al contrario, le regioni ad alto SDI, come le zone ad alto reddito dell’Asia e del Pacifico, presentano un picco di casi in età più avanzata (oltre i 70 anni). Le regioni a medio SDI hanno rappresentato circa un terzo dei casi globali nel 2021, ma con un declino più lento dei tassi standardizzati e persino una tendenza all’aumento in alcuni Paesi. A livello globale, i casi hanno raggiunto il picco nella fascia d’età 65-69 anni, mentre la prevalenza più elevata è stata osservata tra gli over 85 (1.349,9 per 100.000 abitanti). Le donne risultano più colpite degli uomini in quasi tutte le regioni, suggerendo un’influenza sia biologica sia legata alla maggiore longevità. Secondo i ricercatori, questi risultati indicano che, pur in presenza di miglioramenti diagnostici e terapeutici, la transizione demografica e le disuguaglianze socioeconomiche continuano a spingere verso un aumento assoluto del carico di AMD. Gli autori sottolineano la necessità di strategie globali di prevenzione e controllo mirate a specifici contesti regionali, con particolare attenzione all’invecchiamento, all’equità sanitaria e alla gestione dei fattori di rischio modificabili.

Front Public Health. 2025 Oct 23:13:1594672. doi: 10.3389/fpubh.2025.1594672. eCollection 2025.

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