Terapia comportamentale efficace quanto i farmaci per i sintomi urinari nel Parkinson

Un trial clinico randomizzato pubblicato su JAMA Neurology ha dimostrato che la terapia comportamentale basata su esercizi del pavimento pelvico è non inferiore al trattamento farmacologico con solifenacina nella gestione dei sintomi della vescica iperattiva (OAB) nei pazienti affetti da malattia di Parkinson (PD). Lo studio ha coinvolto 77 persone con PD, con un’età media di 71 anni e una durata media di malattia di circa 6,6 anni, seguite per 12 settimane in quattro centri della rete Veterans Affairs negli Stati Uniti.

I partecipanti presentavano sintomi significativi di OAB (punteggio medio dell’International Consultation on Incontinence Questionnaire OAB module [ICIQ-OAB] ≥7) e una funzione cognitiva conservata (punteggio MOCA ≥18). Sono stati assegnati in modo casuale a ricevere terapia comportamentale (n=36) o trattamento farmacologico con solifenacina (n=41), con bilanciamento tra i gruppi per sesso, gravità dei sintomi urinari e motori del Parkinson.

La terapia comportamentale, condotta da infermieri specializzati, comprendeva training dei muscoli del pavimento pelvico e strategie di soppressione dell’urgenza, mentre la solifenacina veniva somministrata a dosaggio iniziale di 5 mg al giorno, con possibilità di titolazione a 10 mg. Al termine delle 12 settimane, entrambi i gruppi mostravano un miglioramento clinicamente rilevante dei sintomi urinari, con punteggi medi ICIQ-OAB ridotti a 5,8 nel gruppo farmaco e 5,5 nel gruppo terapia comportamentale. La differenza osservata rientrava nel margine di non inferiorità predefinito del 15% (P = .02). Sul fronte della tollerabilità, la terapia farmacologica è risultata associata a un maggior numero di eventi avversi, tra cui secchezza delle fauci e cadute, mentre la terapia comportamentale ha mostrato un profilo di sicurezza più favorevole.

Questo studio offre solide evidenze a sostegno dell’utilizzo della terapia comportamentale come prima linea di trattamento per i disturbi urinari nei pazienti con malattia di Parkinson, evitando gli effetti collaterali spesso problematici dei farmaci anticolinergici. I risultati suggeriscono un possibile aggiornamento delle linee guida cliniche, incoraggiando un approccio più conservativo e sicuro nella gestione dei sintomi vescicali in questa popolazione fragile.

JAMA Neurol. Published online July 14, 2025. doi:10.1001/jamaneurol.2025.1904

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