Un intervento remoto e automatizzato, basato su principi di gamification, si è dimostrato efficace nell’incrementare il numero di passi giornalieri nei pazienti con malattia di Parkinson (PwPD), secondo quanto riportato da uno studio pubblicato su JAMA Neurology. L’attività fisica è riconosciuta come un “farmaco” efficace per il Parkinson, in grado di migliorare i sintomi, la qualità della vita e, potenzialmente, rallentare la progressione della malattia. Tuttavia, l’attività quotidiana nei PwPD tende a essere bassa e a diminuire con l’avanzare della malattia.
Lo studio ha coinvolto 74 veterani statunitensi affetti da Parkinson, residenti in cinque stati americani (Veterans Integrated Service Network 4), con un’età media di 73 anni. Si è trattato di un trial clinico non randomizzato della durata di 12 settimane, articolato in una fase basale di 2 settimane, una fase di intervento di 6 settimane e un follow-up di 4 settimane. L’intervento prevedeva l’utilizzo della piattaforma Way to Health, che implementava un sistema di ricompense e penalità: i partecipanti ricevevano ogni settimana 70 punti e guadagnavano o perdevano punti in base al raggiungimento di un obiettivo giornaliero di passi, fissato al 20% in più rispetto alla media individuale di partenza.
Durante la fase di intervento, i partecipanti hanno aumentato il numero medio giornaliero di passi da 4.825 a 6.175, pari a un incremento del 28%. Questo aumento si è mantenuto, seppur ridotto, anche nel periodo di follow-up, con una media di 5.380 passi giornalieri (+12% rispetto al basale). Le analisi aggiustate hanno confermato un aumento significativo di 1.294 passi al giorno durante l’intervento (IC 95%=776–1.812; p<0,001) e di 546 passi nel follow-up (IC 95%=41–1.086; p=0,04).
Il 69% dei giorni dell’intervento i partecipanti ha raggiunto l’obiettivo giornaliero, percentuale che è scesa al 54% nel periodo successivo. Questo approccio ha mostrato particolare potenziale tra soggetti residenti in aree rurali, che spesso affrontano barriere logistiche per accedere a programmi di riabilitazione in presenza.
Gli autori sottolineano che l’assenza di un gruppo di controllo e la prevalenza di partecipanti maschi, bianchi e veterani limita la generalizzabilità dei risultati. Tuttavia, il modello proposto rappresenta una strategia promettente, scalabile e a basso costo per promuovere l’attività fisica nei pazienti con Parkinson, sfruttando la motivazione personale attraverso elementi ludici. I risultati pongono le basi per futuri studi randomizzati che isolino l’effetto specifico della gamification rispetto a semplici interventi basati su obiettivi di cammino.
JAMA Neurol Published Online: November 3, 2025 doi: 10.1001/jamaneurol.2025.4232


