Un recente report ha esaminato la necessità di test point-of-care (Poc) o quasi in tempo reale per il monitoraggio degli antiretrovirali e in generale per il futuro della terapia antiretrovirale (Art) o della profilassi pre-esposizione (PrEP).
Due pietre miliari per porre fine alla pandemia di Hiv/Aids sono l’Art, che offre benefici clinici individuali ed elimina la trasmissione diretta, e la PrEP, che impedisce l’acquisizione dell’Hiv con elevata efficacia. Massimizzare i benefici per la salute pubblica e individuale di questi potenti strumenti biomedici richiede un’adesione antiretrovirale elevata e prolungata. Il monitoraggio di routine dell’adesione ai farmaci nelle persone che ricevono Art e PrEP può essere una componente importante nell’interpretazione dei risultati e nel supporto all’aderenza ottimale. Le pratiche esistenti e le metriche soggettive per il monitoraggio dell’aderenza sono spesso inaccurate o inaffidabili e, pertanto, sono generalmente inefficaci per migliorare l’aderenza. Le misure di laboratorio delle concentrazioni antiretrovirali usando la cromatografia liquida-spettrometria di massa tandem sono utilizzate nelle strutture di ricerca per valutare l’aderenza ai farmaci, ma sono troppo costose e dispendiose in termini di risorse per un uso routinario.
Le tecnologie più recenti e meno costose come i metodi basati sugli anticorpi possono fornire misurazioni obiettive a livello di farmaco e possono consentire il monitoraggio della aderenza Poc in contesti clinici. In combinazione con una consulenza tempestiva e mirata, le misure Poc sui farmaci possono quindi supportare gli interventi basati sull’aderenza a Art o PrEP quasi in tempo reale.
(Current Hiv/Aids Reports, pubblicato il 6 luglio 2020, doi: 10.1007/s11904-020-00512-3)


