Nell’ambito del 13° Congresso della Società Italiana di Psichiatria Biologica, che si tiene a Napoli dal 25 al 28 ottobre, viene fatto il punto sulle novità riguardanti la diagnosi e il trattamento dei disturbi mentali. Un importante tema di discussione è l’efficacia dei vari interventi farmacologici, psicoterapeutici e combinati nel trattamento della depressione. Su quest’argomento, un fondamentale punto di riferimento è rappresentato da una meta-analisi pubblicata nel fascicolo di febbraio di World Psychiatry, la rivista psichiatrica con il più elevato impact factor a livello mondiale, di cui è Editor il Prof. Mario Maj, Presidente del Congresso.
In questa meta-analisi, sono stati inclusi 409 studi controllati randomizzati, condotti complessivamente in 52.702 pazienti, in cui la psicoterapia cognitivo-comportamentale è stata confrontata con varie condizioni di controllo, con altre psicoterapie, con terapie farmacologiche, o con trattamenti combinati (farmacoterapia più psicoterapia) in pazienti con diagnosi di depressione maggiore. L’efficacia della psicoterapia è stata valutata anche in rapporto all’anno di pubblicazione del lavoro (per verificare l’ipotesi, da alcuni sostenuta, che l’efficacia dell’intervento si sia ridotta nel corso dei decenni).
La psicoterapia cognitivo-comportamentale è risultata essere più efficace rispetto alle condizioni di controllo (care as usual o lista di attesa), con un effect size da moderato ad ampio (g=0.79; 95% CI: 0.70-0.89). L’effetto si è mantenuto significativo anche ad un follow-up condotto a 6 e 12 mesi. Non è emersa una riduzione dell’efficacia della terapia in rapporto all’anno di pubblicazione dello studio. La psicoterapia cognitivo-comportamentale risulta più efficace nella depressione rispetto alle altre psicoterapie, ma l’effect size è piccolo (g=0.06, 95% CI: 0-0.12). Essa non differisce significativamente rispetto alle farmacoterapie a breve termine, mentre risulta essere più efficace delle farmacoterapie ad un follow-up di 6-12 mesi (g=0.34; 95% CI: 0.09-0.58). Il trattamento combinato è più efficace delle farmacoterapie, ma non della psicoterapia cognitivo-comportamentale usata da sola. L’efficacia di questa psicoterapia si osserva anche nei bambini e negli adolescenti (g=0.41; 95% CI: 0.25-0.57).
Questi dati confermano che la terapia cognitivo-comportamentale, anche usata da sola, è un presidio di prima scelta nel trattamento della depressione maggiore. L’obiettivo primario della ricerca, ampiamente discusso nel Congresso, è ora l’individuazione di fattori predittivi che indirizzino il singolo paziente con diagnosi di depressione maggiore verso questa psicoterapia, o verso un’altra psicoterapia, o verso un trattamento farmacologico, o verso una terapia combinata.
World Psychiatry 2023, February 22:105-115. doi: 10.1002/wps.21069


