Secondo uno studio pubblicato su Diabetes, Obesity and Metabolism, l’aggiunta di insulina basale utilizzando una titolazione attiva per 24 settimane permette un tasso più elevato di raggiungimento dell’obiettivo di emoglobina glicata (HbA1c) senza ipoglicemia significativa rispetto alla titolazione abituale nei soggetti con diabete di tipo 2 non controllato.
“L’aggiunta di insulina basale ai farmaci antidiabetici orali (OAD) già in utilizzo può migliorare il controllo glicemico e raggiungere gli obiettivi di HbA1c (HbA1c inferiore a 7,0%). Abbiamo cercato di esplorare l’effetto della titolazione attiva dell’insulina rispetto alla normale titolazione sul controllo glicemico in pazienti con diabete mellito di tipo 2 non controllato con i farmaci antidiabetici orali” spiega Sung-Chen Liu, del Mackay Memorial Hospital, Taipei, Taiwan, primo nome dello studio.
I ricercatori hanno studiato, per 24 settimane, 172 pazienti con diabete di tipo 2 non controllato randomizzati alla titolazione attiva o alla titolazione abituale. I risultati di efficacia e sicurezza includevano variazioni di HbA1c e glicemia a digiuno, percentuale di individui che raggiungevano un valore di HbA1c inferiore a 7,0%, ed eventi ipoglicemici.
Alla settimana 24, la variazione di HbA1c era pari a -1,08 nel gruppo con titolazione attiva e a -0,95 nel gruppo con titolazione abituale. Le percentuali di individui che hanno raggiunto valori di HbA1c inferiori a 7% sono state del 29,4% nel gruppo di titolazione attiva e del 16,1% in quello di titolazione abituale. Non vi era alcuna differenza significativa nell’incidenza di ipoglicemia tra i due gruppi. La regressione logistica multivariata ha indicato che, con la titolazione attiva, i livelli di HbA1c basali e l’escursione glicemica postprandiale erano significativamente associati al raggiungimento di un valore di HbA1c inferiore al 7%.
Diabetes Obes Metab. 2022 Nov 2. doi: 10.1111/dom.14912. Online ahead of print.


