Le differenze nella risposta piastrinica osservate nei campioni ematici dei pazienti con diabete di tipo 2 suggeriscono che questi pazienti potrebbero trarre beneficio dalla somministrazione di aspirina due volte al giorno anziché una sola per la prevenzione degli eventi cardiovascolari.
Questo dato comunque deriva da uno studio condotto su soli 42 pazienti, e non è noto se questo cambiamento di dosaggio avrebbe realmente un qualche effetto sugli esiti cardiovascolari.
Secondo Liv Vernstrom della Aarhus University, autrice dello studio, dato che le piastrine dei soggetti diabetici sono caratterizzate da un incremento dell’aggregazione e del tasso di turnover, lo studio indica che questi soggetti potrebbero trarre beneficio da una somministrazione più frequente di aspirina, ma non è ancora possibile suggerire direttamente questo cambiamento della pratica clinica.
Sinora l’effetto antipiastrinico ed il turnover piastrinico associati alla terapia con aspirina non erano stati esplorati nei pazienti con diabete di tipo 2 che non presentano patologie cardiovascolari.
Gli studi ACCEPT-D ed ASCEND stabiliranno se i pazienti diabetici traggano o meno beneficio dalla monosomministrazione giornaliera di aspirina per la prevenzione cardiovascolare.
In caso di responso positivo, sarà interessante in futuro cercare conferme per il presente studio. Dato che il fenomeno della ridotta efficacia dell’aspirina si osserva anche nei pazienti con diabete e patologie cardiovascolari, sarebbe forse ragionevole tentare l’approccio della doppia somministrazione giornaliera di aspirina prima nel contesto della prevenzione secondaria.
Fonte: European Association for the Study of Diabetes 2017 Annual Meeting, poster 1132, presentato il 13/9


