Secondo uno studio pubblicato su Atherosclerosis, nella pratica di routine solo una minoranza di donne e uomini con ipercolesterolemia familiare ha raggiunto l’obiettivo del trattamento per quanto riguarda il colesterolo lipoproteico a bassa densità. “Nonostante la terapia ipolipemizzante (LLT), il raggiungimento degli obiettivi di colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C) nei pazienti con ipercolesterolemia familiare (FH) rimane difficile. Il nostro obiettivo era quello di determinare il raggiungimento dei livelli target di LDL-C e le ragioni per cui essi non vengono soddisfatti nei pazienti con FH di sesso femminile e maschile” spiega Michelle Schreuder, dell’Erasmus Medical Centre, Rotterdam, Paesi Bassi, autrice principale del lavoro.
I ricercatori hanno condotto uno studio trasversale su pazienti eterozigoti con FH in cinque ospedali nei Paesi Bassi e in Norvegia. Le caratteristiche cliniche e le informazioni sull’LLT, i livelli lipidici e le ragioni per non avere raggiunto l’obiettivo del trattamento LDL-C sono state raccolte retrospettivamente dalle cartelle cliniche elettroniche.
Lo studio ha compreso 3.178 pazienti FH (53,9% donne). Il valore di LDL-C mediano prima del trattamento e durante il trattamento era più alto nelle donne rispetto agli uomini. Una minoranza di donne (26,9%) e uomini (28,9%) ha raggiunto il target LDL-C. Nei pazienti con malattia cardiovascolare, il 17,2% delle donne e il 25,8% degli uomini hanno raggiunto il target LDL-C. Le donne hanno ricevuto meno spesso statine ad alta intensità ed ezetimibe. I motivi più comuni riportati per il mancato raggiungimento dell’obiettivo di LDL-C sono stati l’effetto insufficiente dell’LLT massimo (donne 17,3%, uomini 24,3%) e gli effetti indesiderati (donne 15,2%, uomini 8,6%).
“Devono essere compiuti ulteriori sforzi per fornire ai pazienti con FH informazioni affidabili sulla sicurezza delle statine e sui loro effetti a lungo termine sulla riduzione del rischio di malattie cardiovascolari. Se il trattamento con statine è insufficiente, devono essere prese in considerazione terapie ipolipemizzanti alternative come ezetimibe o inibitori del PCSK9” concludono gli autori.
Atherosclerosis. 2023 Apr 13;S0021-9150(23)00139-9. doi: 10.1016/j.atherosclerosis.2023.03.022.


