Livelli elevati di colesterolo residuo sono associati a un aumento del rischio di ASCVD nei soggetti con diabete, secondo uno studio pubblicato su Diabetologia. “Livelli elevati di colesterolo residuo sono stati associati in modo osservazionale e causale a un aumento del rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) nella popolazione generale. Questa associazione, tuttavia, non è ben studiata nei soggetti con diabete. Per colmare questa lacuna, abbiamo testato l’ipotesi che elevati livelli di colesterolo residuo siano associati ad un aumento del rischio di ASCVD in tale popolazione. Abbiamo anche esplorato la frazione di eccesso di rischio conferita dal diabete che può essere spiegata da un elevato colesterolo residuo” spiega Benjamin Wadström, del Copenhagen University Hospital, Herlev, Danimarca, primo autore dello studio.
I ricercatori hanno studiato 4.569 individui bianchi danesi con diabete (per il 58% utilizzatori di statine) inseriti nel Copenhagen General Population Study. Durante un periodo di follow-up durato fino a 15 anni, a 236 individui è stata diagnosticata una malattia delle arterie periferiche, a 234 un infarto miocardico, a 226 un ictus ischemico e a 498 una qualsiasi ASCVD. L’HR aggiustato multivariabile per il raddoppio del colesterolo residuo è stato 1,6 per la malattia delle arterie periferiche, 1,8 per l’infarto del miocardio, 1,5 per ictus ischemico e 1,6 per qualsiasi ASCVD. L’eccesso di rischio conferito dal diabete era di 2,5 volte per la malattia delle arterie periferiche, 1,6 volte per l’infarto miocardico, 1,4 volte per l’ictus ischemico e 1,6 volte per qualsiasi ASCVD. L’eccesso di rischio spiegato da un elevato colesterolo residuo e da un basso grado di infiammazione era del 14% e dell’8% per la malattia delle arterie periferiche, del 26% e del 16% per l’infarto del miocardio, del 34% e del 34% per l’ictus ischemico, e del 24% e del 18% per qualsiasi ASCVD. Il colesterolo LDL non spiegava l’eccesso di rischio, poiché non era più elevato nei soggetti con diabete.
“Il colesterolo residuo e l’infiammazione di basso grado spiegano un sostanziale eccesso di rischio di ASCVD conferito dal diabete. Resta da determinare se il colesterolo residuo debba essere utilizzato come obiettivo terapeutico in studi randomizzati e controllati” concludono gli autori.
Diabetologia. 2023 Sep 30. doi: 10.1007/s00125-023-06016-0. Online ahead of print.


