L’impianto di valvola aortica transcateterale transfemorale (TAVI) offre vantaggi rispetto alla sostituzione valvolare chirurgica (SAVR) per alcuni pazienti con gravi stenosi aortiche a basso e medio rischio. Lo ha stabilito la revisione con meta-analisi di 4 studi per un totale di più di 3.000 pazienti, effettuata da Reed Semeniak della McMaster University di Hamilton, secondo cui comunque gli effetti della TAVI dipendono dal modo in cui viene effettuato l’intervento, dato che l’approccio transfemorale probabilmente riduce la mortalità a breve termine e gli ictus rispetto alla SAVR, mentre quello transapicale probabilmente li aumenta.
Le attuali linee guida raccomandano indifferentemente la TAVI o la SAVR nei pazienti con gravi stenosi aortiche sintomatiche ad elevato rischio chirurgico, ma raccomandano la SAVR nei pazienti a minor rischio. Nonostante queste raccomandazioni, metĂ dei centri TAVI europei effettuano la TAVI nei pazienti a medio rischio, ed il 10% di essi anche in quelli a basso rischio.
Secondo i ricercatori, i pazienti dovrebbero comunque avere l’opportunità di discutere tutte le loro principali preoccupazioni con il medico, compresi gli esiti dell’intervento ed i problemi pratici, per scegliere la procedura che meglio si adatta al proprio caso. Secondo alcuni esperti, comunque, i dati a lungo termine oltre i 5 anni sulla TAVI sono limitati, e nella maggior parte dei pazienti che necessitano della sostituzione della valvola aortica fra i 60 e gli 80 anni andrebbe ribadito che nella pratica clinica il trattamento standard consiste nella SAVR, che rappresenta un sentiero ben delineato dalla comprovata efficacia e sicurezza sia a breve che a lungo termine. (BMJ online 2016, pubblicato il 28/9)


