Un consumo di sette unità o più di alcol a settimana è associato a un aumento dei livelli di ferro nel cervello. Il dato emerge da una ricerca pubblicata da PLOS Medicine, realizzata da un team guidato da Anya Topiwala, dell’Università di Oxford, secondo…
LeggiAutore: Marco Landucci
Nati prematuri: con il latte materno migliori risultati scolastici
I bambini nati prematuri che ricevono maggiori quantità di latte materno, sia durante, sia dopo le cure intensive neonatali, raggiungono migliori risultati scolastici, hanno un quoziente intellettivo più alto e mostrano una riduzione dei sintomi del disturbo di deficit di attenzione/iperattività (ADHD). È quanto…
LeggiAdenoma surrenalico: sviluppato metodo non invasivo per lo screening
Un team di ricercatori dell’Università del Michigan (USA), guidato da Allen Brooks, ha sviluppato un metodo non invasivo per identificare l’adenoma surrenalico, un tumore che causa ipertensione, riducendo, così, anche l’esposizione dei pazienti a radiazioni. Il metodo sfrutta un reagente a base di fluoro…
LeggiBando “Fondazione Roche per la ricerca indipendente”: 400 mila Euro a 8 ricercatori under 40
Sono 8 i vincitori della sesta edizione del bando “Fondazione Roche per la ricerca indipendente” premiati oggi al MIND (Milano Innovation District). Si tratta di ricercatori under 40 provenienti da tutta Italia che con i loro progetti ambiscono a migliorare la salute e il…
LeggiBambini: il contesto emotivo in cui mangiano influenza la dieta
Il contesto emotivo in cui mangiano i bambini influenza la dieta e lo stile alimentare. È quanto osservato da uno studio pubblicato dal Journal of Nutrition Education and Behavior, secondo il quale le emozioni negative preludono a un eccesso di assunzione di calorie e…
LeggiTumori: sequenziamento dell’intero esoma predice la risposta all’immunoterapia
Attraverso il sequenziamento dell’intero esoma, un team di ricercatori della Weill Cornell Medicine, di New York, e del New York Genome Center, ha messo a punto uno strumento per predire la risposta di un paziente all’immunoterapia, nonché la sopravvivenza dopo questo trattamento. Lo…
LeggiAggiungere sale a tavola aumenta il rischio di morte prematura
Le persone che hanno l’abitudine di aggiungere sale al loro cibo, a tavola, presentano un aumentato rischio di morte prematura per qualsiasi causa. A evidenziare questo fenomeno è stato uno studio condotto su più di 500mila persone da un team guidato da Lu Qi,…
LeggiDolore: meditazione mindfulness lo riduce separandolo dalle aree del cervello che danno percezione di sé
La meditazione mindfulness interromperebbe la comunicazione tra le aree del cervello coinvolte nel dolore e quelle che danno il senso di sé. Secondo questo schema – proposto da un team di ricercatori dell’Università della California di San Diego guidato da Fadel Zeidan – i…
LeggiDecesso di un familiare aumenta il rischio di mortalità per insufficienza cardiaca
I pazienti con insufficienza cardiaca, che hanno subito un lutto per la perdita di un familiare stretto, presentano un maggior rischio di morire, soprattutto se l’evento cardiovascolare si verifica nella prima settimana dal decesso della persona cara. È la conclusione di una ricerca pubblicata…
LeggiDepressione di padre e figli è collegata, indipendentemente dalla correlazione genetica
La depressione tra gli adolescenti e i problemi di comportamento sono in aumento e la depressione dei padri potrebbe essere un fattore che contribuisce a farla aumentare, indipendentemente dalla relazione genetica tra figlio e genitore. A evidenziarlo è una ricerca della Penn State (USA),…
LeggiIpotiroidismo negli anziani e aumento del rischio di demenza
Secondo uno studio pubblicato su Neurology e guidato da Chien-Hsiang Wang, della Brown University di Providence (USA), gli anziani con problemi di ipotiroidismo corrono un rischio maggiore di sviluppare demenza. L’ipotiroidismo è una condizione caratterizzata da una riduzione della produzione di ormoni tiroidei, che…
LeggiVirus HIV velocizza processo di invecchiamento
Il virus dell’HIV avrebbe un ‘precoce e sostanziale’ impatto sull’invecchiamento delle persone con infezione, accelerando i cambiamenti biologici dell’organismo associati al normale invecchiamento, entro appena due o tre anni dall’infezione. A questa conclusione è giunta una ricerca pubblicata su iScience da un team dell’Università…
LeggiVitamina D in gravidanza riduce il rischio di dermatite atopica nei bambini
Assumere mille unità internazionali (UI) di vitamina D al giorno in gravidanza, a partire dalla quattordicesima settimana fino al parto, riduce nel neonato le probabilità che si manifesti la dermatite atopica fino a un anno di vita. È quanto è emerso da un trial…
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