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Lotta ai tumori 2.0: le nuove armi sono Big Data e super computer

ricercaGrazie alle nuove tecniche di sequenziamento del Dna e ai super computer capaci di gestire e analizzare i Big Data, la lotta ai tumori si fa sempre più personalizzata e, nell’arco di pochi anni si potrà arrivare a terapie “cucite” addosso ad ogni singolo paziente. A fronte dei passi da gigante fatti anche dalla tecnologia e non solo della ricerca, di questo è convinto Tomas Lindahl, premio Nobel per la Chimica 2015, ospite dell’Ifom (Istituto Firc di oncologia molecolare), di cui presiede il comitato scientifico. Lindahl, al centro di un evento promosso dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), farà tappa oggi all’Università di Pavia per la ‘Sixth Arturo Falaschi Lecture’, conferenza organizzata ogni anno dall’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

”La bioinformatica sta aprendo nuovi scenari davvero emozionanti”, dice Lindahl. ”Si stanno sviluppando tecniche che rendono sempre più facile il sequenziamento del Dna – aggiunge – tanto che possiamo mettere a confronto il genoma delle cellule sane con quello delle cellule tumorali studiando le differenze nei più minimi dettagli”. Questo è un passo fondamentale verso la medicina personalizzata, ”perché ogni individuo è diverso dagli altri – precisa Lindahl – ed è importante che si possa fare una diagnosi ‘su misura’ in modo da prevedere quali terapie saranno più efficaci su ciascun paziente. La ricerca si sta già muovendo in questa direzione, ma nell’arco di pochi anni la questione diventerà sempre più cruciale”. Questo ”è un momento di grande fermento nella ricerca medica, condurre questo tipo di studi è davvero entusiasmante”, continua Lindahl. ”Se potessi tornare giovane oggi, non esiterei un attimo a scegliere di nuovo questa professione”.

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