Una capsula ‘smart’ per lo screening dell’apparato digerente

Una capsula sensorizzata, ad alto grado di autonomia e guidata dall’esterno da un braccio robotico per effettuare uno screening accurato dell’apparato digerente e contrastare le molteplici malattie che interessano questo tratto del corpo, ad oggi la prima causa di ricovero ospedaliero sia in Italia che in molti altri paesi industrializzati.

E’, in sintesi, lo scopo del progetto ‘Autocapsule’, finanziato dalla Commissione europea a un consorzio di enti di ricerca e imprese coordinato da Giuseppe Iannaccone, docente di elettronica al Dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’Università  di Pisa. Il progetto è  iniziato il primo novembre e ha una durata di quattro anni, del consorzio fanno parte anche l’Universita’  di Leeds, quella di Glasgow, Imec e Quantavis.

“Lo screening in ambiente ospedaliero e’  una delle armi migliori per la prevenzione e la cura delle malattie che interessano l’apparato digerente – spiega Iannaccone . Con il progetto Autocapsule svilupperemo capsule sensorizzate con diversi ‘superpoteri’, sia capsule che potranno essere impiantate nel tratto gastrointestinale per diverse settimane, al fine di monitorare un’area specifica, sia capsule guidate tramite manipolazione magnetica da un braccio robotico per effettuare un’endoscopia ad alta precisione.

Il ricco sistema di sensori a bordo delle capsule consentirà  infatti di ottenere immagini ottiche e a micro-ultrasuoni, e di monitorare il pH e l’infiammazione, in modo da consentire la diagnosi precoce della malattia infiammatoria intestinale e del cancro del colon-retto, e monitorare l’efficacia delle cure”.

Il gruppo di ricerca si occuperà dello sviluppo dell’elettronica necessaria per pilotare i sensori, acquisire i segnali, comunicare con l’esterno e fornire potenza alla capsula in modo wireless attraverso il corpo umano. Il progetto ha il compito di dimostrare la fattibilità della tecnologia.

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