
La scelta tra un trattamento biologico e uno sostitutivo diventa molto difficile nei pazienti affetti da artrosi precoce o pre-artrosi. “Questo sottogruppo – spiega Paolo Rossi, presidente del Congresso – tende ad avere scarsi risultati con trattamenti biologici ed è in genere troppo giovane e attivo per una sostituzione protesica. Veri e propri trattamenti integrati non esistono, ma negli ultimi anni vi è molta piĂą attenzione al comportamento biologico di ciò che impiantiamo. Nella sostituzione protesica c’è molta piĂą attenzione alla scelta dei materiali, che possono essere definiti sempre piĂą ‘biologici’, per quanto riguarda l’interfaccia e integrazione osso e protesi, l’accoppiamento protesico, il design anatomico”.
Ad oggi la ricerca e l’applicazione del campo delle biotecnologie interessa tutto il territorio nazionale, ricorda la Siot. L’Italia, in campi come la rigenerazione ossea e delle cartilagini , si pone ai vertici europei e mondiali. Centri di eccellenza sono concentrati in poche cittĂ dove viene eseguita un’accurata valutazione dei risultati e monitoraggio dei pazienti. “Le tecniche di ricostruzione articolare – aggiunge Rossi – sono migliorate notevolmente. L’etĂ avanzata, il diabete, degenerazioni avanzate dei tessuti e delle articolazioni rappresentano ad oggi i limiti di applicazione di queste metodiche”.
