Se si viene morsi da un serpente velenoso, identificarlo prima che strisci via potrebbe fare la differenza fra la vita e la morte: conoscere l’identità del serpente significa che il medico può intervenire immediatamente con l’antidoto giusto, ma i casi in cui ciò è possibile sono purtroppo rari. Al momento attuale, lo standard terapeutico prevede l’assenza completa di ogni tipo di identificazione, la diagnosi a partire dai sintomi o, più di rado, l’identificazione di serpenti morti che occasionalmente la vittima porta con sé. Un ricercatore dell’università di Ginevra ha proposto una soluzione: quando un serpente morde una vittima, lascia una piccola traccia di DNA, ed identificando il DNA del serpente il medico potrebbe trattare la vittima in modo più rapido ed efficace. Un esperimento condotto su questo metodo ha portato all’identificazione del colpevole nel 25% dei casi, in quanto molti pazienti hanno l’istinto di lavare la ferita subito dopo il morso, ma prelevando un campione prima di farlo i numeri potrebbero crescere sensibilmente. Attualmente la ricerca è ancora in fase preliminare, ma si spera che un giorno sia possibile sviluppare un test del DNA semplice da usare che possa identificare il serpente entro 30 minuti dal prelievo del campione. (New Scientist online 2014, pubblicato il 5/11)
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