
comporta il rischio di ridurre i bambini a una merce e può portare allo sfruttamento delle madri surrogate. Queste le parole del rapporto approvato dalla commissione salute dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa dove si chiede comunque di fissare ‘linee guida’ per garantire i diritti dei bambini nati da accordi per la maternitĂ surrogata.
Si tratta del primo rapporto prodotto da Strasburgo sul tema della maternitĂ surrogata: la sua approvazione è stata lunga e travagliata ed estremamente difficile per la relatrice, la parlamentare belga Petra De Sutter, accusata di aver facilitato accordi di maternitĂ surrogata a fini commerciali. Un’accusa che lei nel rapporto definisce “falsa” anche se dice che come primario del dipartimento di medicina riproduttiva dell’ospedale universitario di Gent “ha dovuto gestire casi isolati di maternitĂ surrogata altruistica”. Il rapporto, che deve ora passare al vaglio dell’assemblea tra qualche settimana, durante la sua gestazione ha perso il suo titolo originale e diverse parti molto controverse. In principio doveva chiamarsi “diritti umani e questioni etiche legate alla
maternitĂ surrogata”, ora andrĂ in assemblea plenaria con il titolo “i diritti dei bambini nati da madri surrogate”.
In commissione alla fine è passato per un pelo: 17 voti a favore, 14 contro e due astensioni. E questo dopo essere stato respinto già più volte e amputato di molte delle raccomandazioni che la relatrice riteneva fondamentali. Come quella di
“condannare chiaramente tutte le forme di maternitĂ surrogata commerciale, ma senza prendere posizione su altre maternitĂ Â surrogate, come quelle altruistiche”. Ma anche quella di proibire in tutti i 47 Stati membri ogni forma di maternitĂ Â surrogata a fini commerciali, come invece è oggi consentito in Ucraina e Russia e tollerata in Grecia.
Secondo i dati raccolti dal Consiglio d’Europa ogni anno nascono attraverso la maternitĂ Â surrogata oltre 20 mila bambini. De Sutter si è difesa dalle accuse sottolineando che il suo obiettivo era quello di proibire la pratica dell’utero in affitto e regolamentare fortemente quella altruistica (secondo le stime meno del 2% del totale), ma le profonde divisioni esistenti su questo tema all’interno dell’assemblea non lo hanno consentito. Immediate le reazioni politiche in Italia dove Elena Centemero (Fi), Eleonora Cimbro (Pd) e Maria Teresa Bertuzzi (Pd) hanno commentato positivamente la bocciatura.”Grazie ai nostri interventi – si legge in una nota – infatti, è venuta meno la distinzione, complessa e capziosa, tra la gestazione per altri ‘per dono’ e ‘per profitto’. Ed Eugenia Roccella (IdeA), ha chiesto che ora anche il Parlamento italiano dica ‘no’ a qualsiasi forma di maternitĂ surrogata.
