I geni BRCA1 e BRCA2 contengono domini funzionali che operano in diverse fasi della risposta al danno al DNA. Sebbene diversi studi abbiano suggerito che la posizione delle mutazioni BRCA1/2 possa influenzare gli outcome clinici, non è stato osservato alcun modello che indichi quale posizione della mutazione influenzi gli outcome clinici nelle pazienti con cancro ovarico con mutazioni BRCA1/2. Pertanto, Un gruppo di ricercatori ha eseguito un’indagine con la finalitĂ di valutare le differenze negli outcome di sopravvivenza tra le posizioni delle mutazioni BRCA1/2, con focus specifico sull’esone 11, in pazienti con cancro ovarico epiteliale. Sono state esplorate in modo esaustivo le banche dati PubMed, Embase e Cochrane Library alla ricerca di lavori specifici pubblicati fino al 13 agosto 2024. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS) sono state esaminate in base alla posizione della mutazione BRCA, con analisi di sottogruppo incentrate sulle mutazioni dell’esone 11 in BRCA1 e BRCA2. L’eterogeneitĂ statistica è stata valutata utilizzando l’indice I2. Alla fine, gli esperti hanno selezionato 7 documenti per un totale di 1535 pazienti. Le mutazioni dell’esone 11 di BRCA2 hanno dimostrato un significativo vantaggio in termini di PFS (HR, 0,586; IC 95%, 0,346-0,994, I2 = 55%) mentre le mutazioni dell’esone 11 di BRCA1 non hanno avuto un effetto significativo su PFS oppure OS. Gli Autori concludono che i risultati suggeriscono outcome prognostici differenziali basati sulla posizione della mutazione BRCA, evidenziando la rilevanza clinica dell’esone 11 di BRCA2. Le mutazioni dell’esone 11 di BRCA2 sono state associate a una migliore PFS, il che sottolinea il significato prognostico nel cancro ovarico della posizione della mutazione BRCA, in particolare dell’esone 11. Si rafforza così la rilevanza biologica dell’esone 11 consolidando le prove provenienti da piĂą studi che suggeriscono potenziali implicazioni prognostiche delle mutazioni all’interno di questa regione.
Cancers (Basel). 2025 May doi: 10.3390/cancers17101661


