L’iperplasia endometriale (EH) rappresenta una lesione che prelude alla comparsa dell’adenocarcinoma endometrioide dell’endometrio (EC). Questa neoplasia maligna dell’apparato genitale femminile è la più frequente rilevata nelle Nazioni ad alto sviluppo industriale.
L’EH consiste in una proliferazione anomala dell’endometrio uterino con caratteristiche non invasive ed è associata a un rischio importante di EC. La sintomatologia più comune dell’EH è rappresentata da sanguinamento uterino mentre l’esposizione prolungata e non contrastata nei confronti degli estrogeni è il fattore causale più significativo della malattia. Situazioni che comportano un pericolo aumentato di EH sono: il cancro colorettale ereditario senza polipi (HNPCC, o sindrome di Lynch) e la sindrome di Cowden, una patologia rara e associata in genere a mutazioni genetiche.
Sotto il profilo istopatologico, l’EH viene classificata in due forme: senza atipie (EH benigna) e EH con atipie/neoplasia endometriale intraepiteliale (EIN).
Una revisione sistematica della letteratura, svolta utilizzando le banche dati PubMed e Cochrane Controlled Trials Register, sintetizza i dati relativi alla gestione dell’EH.
Gli Autori concludono che i risultati emersi dagli studi esaminati dimostrano con chiarezza che la terapia con progestinici risulta sicura e molto valida per le donne affette da EH senza atipie.
Per contro, l’efficacia di questo trattamento risulta di gran lunga inferiore nelle pazienti colpite da EH con atipie.
Lo standard di cura migliore per queste ultime rimane l’intervento chirurgico di isterectomia.
Arch Gynecol Obstet. 2022 DOI: 10.1007/s00404-021-06380-5


