Mascherine per gli occhi, tappi per le orecchie, esercizi di respirazione profonda. Metodi semplici, economici e non farmacologici che possono fare una grande differenza nella qualità del sonno dei pazienti dopo interventi di cardiochirurgia. A confermarlo è una revisione sistematica condotta da un team di ricercatori iraniani, pubblicata nel 2024 sul Journal of Clinical Nursing.
Il gruppo di studio ha analizzato 11 studi selezionati, tutti di tipo interventistico e per lo più controllati randomizzati (RCT), coinvolgendo complessivamente 787 pazienti. La scala di valutazione più utilizzata è stata il Richards-Campbell Sleep Questionnaire, strumento standard per misurare la qualità del sonno in ambito clinico. I risultati indicano che l’impiego di interventi non farmacologici – mascherine, tappi e esercizi di respirazione – migliora significativamente la qualità del sonno dei pazienti. Non solo: questi semplici accorgimenti sembrano contribuire anche a ridurre dolore e delirium, disturbi comuni nei giorni successivi a un intervento di cardiochirurgia. Secondo gli autori, l’efficacia di questi interventi, unita alla facilità di applicazione e al basso costo, li rende particolarmente adatti per l’ambiente clinico. “Gli interventi non farmacologici [..] si sono rivelati interventi efficaci in termini di costi, facilmente applicabili in ambito clinico e capaci di migliorare la qualità del sonno nei pazienti dopo interventi di cardiochirurgia”, sottolineano i ricercatori.
In un contesto in cui il sonno dei pazienti ospedalizzati è spesso frammentato e insufficiente, queste semplici misure offrono un’opportunità concreta per migliorare il recupero post-operatorio e la qualità dell’assistenza.
Journal of clinical nursing, 33(12), 4528–4542. https://doi.org/10.1111/jocn.17442


