Un’analisi post-hoc su dati aggregati da tre studi di fase 3 ha evidenziato che il tafolecimab, un anticorpo monoclonale PCSK9, somministrato alla dose di 450 mg ogni quattro settimane, è altamente efficace nel ridurre i livelli di colesterolo LDL nei pazienti cinesi affetti da diabete di tipo 2 (T2D) e ipercolesterolemia.
Lo studio, pubblicato su Cardiovascular Diabetology, ha valutato i dati di follow-up fino a 12 settimane, concentrandosi sulla variazione percentuale del colesterolo LDL (LDL-C) rispetto al basale come endpoint primario. I risultati hanno mostrato una riduzione media del LDL-C del 64,02% nel gruppo trattato con tafolecimab rispetto al placebo (intervallo di confidenza al 95%: -68,08% a -59,96%; P < 0,0001).
Gli endpoint secondari hanno confermato l’efficacia del trattamento: una quota significativamente maggiore di pazienti ha raggiunto una riduzione del LDL-C superiore al 50% e valori assoluti inferiori a 1,4 mmol/L e 1,8 mmol/L rispetto al gruppo placebo (tutti P < 0,0001). Sono state osservate anche riduzioni statisticamente significative nei livelli di colesterolo non-HDL, apolipoproteina B, lipoproteina(a) e trigliceridi (tutti P < 0,001).
Quanto alla sicurezza, l’incidenza complessiva di eventi avversi è risultata comparabile tra il gruppo tafolecimab e il gruppo placebo, suggerendo un buon profilo di tollerabilità del farmaco.
In sintesi, tafolecimab si conferma un’opzione terapeutica promettente per il controllo dei lipidi nei pazienti con T2D e ipercolesterolemia, contribuendo potenzialmente alla riduzione del rischio cardiovascolare in questa popolazione ad alto rischio.
Cardiovasc Diabetol 24, 264 (2025). https://doi.org/10.1186/s12933-025-02816-3


