Il virus dell’epatite C (HCV) è in grado di causare epatite acuta, cronica, cirrosi epatica, carcinoma epatocellulare e anche patologie extraepatiche come il linfoma maligno. Attualmente, gli agenti antivirali ad azione diretta (DAA) contro l’infezione da HCV possono portare a una risposta virologica sostenuta (SVR) in quasi tutti i pazienti con infezione da HCV.
Un’equipe di ricercatori ha condotto una revisione nella quale viene discussa la riacutizzazione dell’infezione cronica da HCV accompagnata da rialzo dei valori di alanina aminotransferasi (ALT).Â
Sebbene l’insufficienza epatica acuta causata dalla malattia del fegato sostenuta da HCV sia rara, è comunque necessario prestare molta attenzione nei casi di innalzamento delle ALT durante il decorso naturale della patologia epatica cronica causata dal virus dell’epatite C.
L’infezione da HCV di genotipo 2, l’uso di rituximab e alte dosi di corticosteroidi sono infatti fattori associati alla esacerbazione della condizione morbosa e all’incremento delle ALT.Â
In alcuni pazienti sottoposti a chemioterapia per la cura del carcinoma epatocellulare è stato necessario sospendere o modificare il regime di trattamento proprio a motivo del rialzo delle ALT dovuto all’infezione da HCV.
La patogenesi della riacutizzazione dell’epatite C e dell’aumento dell’alanina transferasi potrebbe coinvolgere le risposte immunitarie cellulari e umorali.Â
Nell’era dei DAA, l’introduzione precoce di questi farmaci potrebbe impedire ai pazienti che si trovano in questa situazione di peggiorare verso un quadro clinico piĂą grave anche se questi medicamenti non risultano efficaci in tutti i casi.
Viruses. 2023 Jan doi: 10.3390/v15010183


