Disordini metabolici connessi a depressione grave e refrattaria

Un’elevata proporzione di pazienti con depressione grave e refrattaria presenta disordini metabolici che, una volta trattati, sembrano alleviare i sintomi depressivi a lungo termine. Questa conclusione deriva da un piccolo studio su 33 pazienti che suggerisce che i disordini neurometabolici potrebbero contribuire ai disturbi psichiatrici refrattari al trattamento anche in assenza di altre patologie sistemiche, come affermato dall’autrice Lisa Pan dell’università di Pittsburgh.

Sarebbe importante accertare se l’identificazione ed il trattamento precoci di un’anomalia metabolica di base nelle prime fasi della patologia psichiatrica possano prevenire le complicazioni emotive e cognitive a lungo termine. Il presente studio è stato effettuato a partire dall’osservazione di un precedente caso clinico pubblicato dalla stessa autrice, che riguardava un ragazzo di 19 anni con depressione refrattaria al trattamento che ha tentato il suicidio molteplici volte e su cui è stato riscontrato nel fluido cerebrospinale un grave deficit di tetraidrobiopterina, un cofattore critico per la sintesi dei neurotrasmettitori monoamminici.

Dopo la terapia sostitutiva con l’analogo della tetraidrobiopterina noto come sapropterina, il paziente è andato incontro ad una marcata e duratura remissione della depressione. (Am J Pasychiatry online 2017, pubblicato l’1/1)

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