Bipolarismo: litio superiore ai nuovi farmaci nella riduzione dell’autolesionismo

In uno studio su più di 6.500 pazienti con disordine bipolare, coloro che assumevano litio sono andati incontro ad un minor tasso di autolesionismo e danno non intenzionale rispetto a quelli che assumevano stabilizzanti dell’umore alternativi come il valproato, l’olanzapina o la quetiapina. Questo dato, derivante dall’osservazione di 6.651 pazienti, supporta l’ipotesi secondo cui il litio riduce l’aggressività impulsiva oltre a stabilizzare l’umore.

Secondo Joseph Hayes dello University College London, autore dello studio, i soggetti con disordine bipolare hanno una probabilità aumentata di 15 volte di morire per suicidio e di sei volte di morire di traumi accidentali rispetto alla popolazione generale. Comprendere se i farmaci possano influenzare questi esiti negativi è, pertanto, molto importante. Negli studi randomizzati, gli effetti farmacologici su questi esiti sono stati difficili da quantificare ed i pazienti con anamnesi di autolesionismo sono stati spesso esclusi.

Gli studi osservazionali o sulla vita reale rappresentano probabilmente la migliore opportunità di studiare questi effetti. Due recenti meta-analisi hanno suggerito che il litio debba essere usato come prima linea per il trattamento di mantenimento del disordine bipolare per via della sua superiorità nella stabilizzazione dell’umore, ma i suoi effetti collaterali destano preoccupazione, specialmente se a carico di rene o tiroide.

Secondo alcune evidenze, se i livelli di litio sono monitorati attentamente, il rischio di effetti collaterali viene drammaticamente ridotto, ma i benefici ed i potenziali rischi devono essere valutati in ogni singolo paziente. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere bene i potenziali effetti collaterali del litio e di altri comuni stabilizzanti dell’umore a lungo termine, in quanto i pazienti spesso li assumono per anni.

E necessario anche comprendere se alcune particolari caratteristiche del paziente rendano più probabili i benefici o gli effetti collaterali ma, per ora, i medici dovrebbero discutere con il paziente la possibilità di introdurre precocemente il litio. (JAMA Psychiatry online 2016, pubblicato l’11/5)

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