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Un avatar guida pazienti depressi fuori dal tunnel malattia

DepressioneUn avatar accompagna per la prima volta pazienti depressi fuori dal buio della loro malattia: è il successo di una terapia virtuale ‘immersiva’ testata presso la University College di Londra per la prima volta su 15 pazienti in un lavoro pubblicato sulla rivista British Journal of Psychiatry Open.

Presupposti
Nel 2014 la terapia era stata provata in via preliminare su soggetti sani ma questo è il primo studio clinico vero e proprio a coinvolgere pazienti depressi. I pazienti indossano delle cuffie e una specie di occhiale con uno schermo in cui appare un avatar di dimensioni reali in maniera tale che al paziente sembri di guardarsi allo specchio. Ciò consente al paziente di immedesimarsi nell’avatar, il termine tecnico è embodiment, entrare nel corpo dell’avatar.

Le fasi
La terapia si svolge in due tempi, prima il paziente immedesimandosi con l’avatar impara gradualmente a non essere ipercritico contro sé stesso e a volersi più bene; poi nella scena compare un bambino in lacrime e al paziente viene chiesto di guidare l’avatar affinché consoli il bimbo. A mano a mano il paziente si immedesima nel bambino che pian piano – consolato dall’avatar – smette di piangere e si sente meglio. La terapia – con sedute tre volte a settimana per un mese – riesce a dare sollievo ai pazienti, molti dei quali hanno mostrato tangibili segni di miglioramento clinico della malattia con riduzione significativa del livello di gravità e dei sintomi.

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