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Turismo spaziale: comprato il primo biglietto per la Luna

Staccato il primo biglietto turistico per la Luna. Ad acquistarlo dalla SpaceX di Elon Musk è stato il miliardario giapponese Yusaku Maezawa.

Maezawa, 42 anni, potrebbe volare nel 2023 portando con sé una comitiva di otto artisti. Lo stesso Musk non esclude di unirsi al viaggio. Amministratore delegato del più grande centro commerciale online specializzato nella moda in Giappone, Yusaku Maezawa ha un patrimonio di 3 miliardi di dollari. La somma che ha speso per realizzare il sogno di andare sulla Luna non è stata resa pubblica, ma certo è che il turismo spaziale è un privilegio di pochissimi.

I turisti spaziali
Erano miliardari anche i primi sette turisti spaziali che hanno potuto acquistare un passaggio per la navetta russa Soyuz per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale. Il primo turista a visitare l’orbita terrestre, nell’aprile 2001, è stato l’americano Dennis Tito, con una vacanza tra le stelle durata sette giorni. Nell’anno successivo è stata la volta del sudafricano Mark Shuttleworth, con un soggiorno di dieci giorni e che, fra gli astronauti a bordo, ha incontrato l’italiano Roberto Vittori allora impegnato nella missione Marco Polo. Nel 2005 un altro americano, Gregory Olsen, ha trascorso nove giorni in orbita e nel 2006 è stata la volta della prima turista spaziale, l’iraniana Anousheh Ansari, il cui viaggio nell’orbita terrestre è durato dieci giorni. E’ stata di 12 giorni, nell’ottobre 2008, la vacanza spaziale del terzo turista americano, Richard Garriott, programmatore di videogame e figlio dell’astronauta della Nasa Owen Garriott. L’informatico ungherese Charles Simonyi è stato l’unico turista a volare due volte: nell’aprile 2007 e nell’aprile 2009, totalizzando il record di 25 giorni nello spazio. Nel settembre dello stesso anno è stata la volta del canadese Guy Lalibertè, fondatore del Cirque du Soleil, il cui viaggio è durato 12 giorni.

Non si esclude, però, che in un futuro non lontano una vacanza nello spazio possa essere più accessibile. Ne è sicuro l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Paolo Nespoli, che di recente ha detto che “tra 10 anni si potrà prenotare su Internet il volo per andare sulla Stazione Spaziale”. Le ditte private si stanno affacciando a questo mercato con successo, ha sottolineato in più occasioni, e “il turismo spaziale avrà sicuramente un futuro perché ha senso andare a fare un giro nello spazio e molte persone vorranno andarci”.

Sono molte le aziende private che puntano al turismo spaziale, come la Virgin Galactic fondata dal magnate britannico Richard Branson e la Blue Origin, del fondatore di Amazon Jeff Bezos. E’ un mercato emergente che coinvolge anche l’Italia. Infatti, l’accordo tra la Altec, società partecipata da Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Thales Alenia Space e Virgin Galactic, prevede la costruzione entro il 2020 di uno spazioporto per la Virgin.

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