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Tumore alla prostata: deprivazione androgenica associata a insufficienza cardiaca

(Reuters Health) – La terapia di deprivazione androgenica sarebbe associata a un aumento del rischio di insufficienza cardiaca negli uomini con tumore della prostata localizzato che non hanno mai manifestato patologie cardiovascolari. A ipotizzarlo è uno studio prospettico coordinato da Reina Haque, del Kaiser Permanente Southern California. La ricerca è stata pubblicata dal British Journal of Cancer. Anche se è raccomandata principalmente nel trattamento del cancro della prostata in fase avanzata, la terapia di deprivazione androgenica è sempre più utilizzata nel trattamento del tumore della prostata localizzato. La carenza di androgeni è stata collegata al rischio di malattie cardiovascolari, ma le evidenze sono ancora dubbie. Per questo, Haque e colleghi hanno valutato questa associazione in 7.637 uomini con cancro della prostata localizzato, inizialmente in sorveglianza attiva, di cui 2.170, pari al 28%, trattati con deprivazione androgenica per un periodo medio di 3,4 anni.

Le evidenze
Complessivamente, 2.061 uomini hanno avuto eventi cardiovascolari: 65,9 eventi ogni mille persone l’anno, con un tempo medio da quando avveniva l’evento di 3,2 anni. Dopo aver aggiustato i dati per altre variabili, i ricercatori americani hanno visto che gli uomini trattati con deprivazione androgenica avevano il 27% di probabilità in più degli uomini non trattati di andare incontro a insufficienza cardiaca, anche se questa associazione era limitata agli uomini senza malattie cardiovascolari preesistenti. Mentre tra coloro che avevano una pregressa malattia cardiovascolare e si sottoponevano a terapia di deprivazione androgenica, c’era una probabilità del 44% superiore di andare incontro ad aritmie e 3,1 volte in più di probabilità di sviluppare problemi a livello della conduzione cardiaca. Invece, non sarebbe stato registrato alcun aumento del rischio di malattia ischemica o ictus. “Questi risultati consentono agli uomini con cancro della prostata localizzato di prendere in considerazione gli effetti positivi e negativi della terapia di deprivazione androgenica e discuterne con i loro medici”, spiega Haque. “Se dovessero decidere per questa terapia dovrebbero regolare il loro stile di vita per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e fare controlli regolari per identificare eventuali segni subclinici, monitorando i fattori di rischio della malattia cardiovascolare”. Secondo Ken-ichi Takayama del Tokyo Metropolitan Institute of Gerontology e dell’Università di Tokyo, “la carenza di androgeni nei pazienti anziani porta a problemi metabolici, perdita della massa muscolare o declino della funzionalità cognitiva”. “Penso che i medici dovrebbero concentrarsi di più sull’associazione tra il livello di ormoni androgeni e le malattie legate all’età, incluse le patologie cardiovascolari”, ha concluso l’esperto.

Fonte: British Journal of Cancer

Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

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