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Schizofrenia: in Italia sono 300mila le persone colpite

Grave disturbo mentale caratterizzato da un esordio sfumato, che si manifesta spesso in giovane età, la schizofrenia comporta un tasso di mortalità di 2,5 volte maggiore rispetto a quello della popolazione generale, con un rischio di suicidio intorno al 10%. In Italia sono circa 300 mila le persone colpite, per un costo complessivo di 2,7 miliardi di euro, pari a circa il 2,3% dell’intera spesa sanitaria. Sono questi i numeri emersi da un’analisi dell’Economic Evaluation and HTA del CEIS dell’Università di Roma Tor Vergata, illustrata nel corso della presentazione della Carta della Salute Mentale. Ma con nuovi approcci terapeutici si potrebbero risparmiare almeno 90 milioni in 5 anni.

Dalla ricerca è emerso che l’impatto economico di questa patologia è equamente ripartito tra costi indiretti, ovvero che incidono sul sistema previdenziale e sociale, e indiretti, ovvero collegati all’aspetto sanitario. Tra i costi indiretti, pesano in particolare la perdita di produttività di pazienti e di chi se ne prende cura, oltre alle pensioni fornite dall’Inps
(pari a 267 milioni annui). Tra i costi diretti, il peso maggiore è dovuto a servizi residenziali e ricoveri: un accesso a cure efficaci poterebbe permetterne una forte riduzione.

“Il Modello di Management del percorso di cura del paziente affetto da schizofrenia (Moma), basato su una corretta gestione del paziente, con intervento precoce e uso di farmaci di ultima generazione – spiega Francesco Saverio Mennini, Research
Director del CEIS – evidenzia una riduzione del 50% dell’assunzione di farmaci e un crollo dei ricoveri. Lo studio su 270 pazienti mostra che, a fronte di un incremento di spesa
di 248mila euro annui di farmaci si evidenzia una riduzione di 321 mila euro di spesa per le ospedalizzazioni, pari a un risparmio immediato, già dopo un anno, di 12 milioni di euro. Che potrebbero salire fino a 90 milioni in 5 anni”.

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