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Protesi perfette con la stampa 3D

La rivoluzione della produzione di protesi comincia dalle stampanti 3D

Stampante

Stampante

Invaso laminato

Invaso laminato

Precisione, resistenza, leggerezza e velocità di stampa, tutto questo grazie alla DeltaWASP 20 40, la stampante 3D che ha rivoluzionato il modo di fare protesi al laboratorio ortopedico friulano Del Bene. A dimostrarlo è Marco Avaro, ingegnere biomedico della struttura. La svolta è data dalla possibilità di consegnare due protesi al giorno e dalla possibilità di stampare direttamente l’invaso.

Nella creazione delle protesi, “la stampante fa la differenza. Permette di fare pezzi molto alti, anche di oltre 40 centimetri, con un’unica stampata. – sottolinea Avaro – La qualità è tale da non dover trattare le plastiche per le operazioni di laminazione, la velocità di stampa è elevata e la struttura a Delta permette di riprodurre fedelmente gusci anche di spessori finissimi”. Se prima per realizzare una protesi tibiale occorrevano 8 ore, con la stampante 3D ne bastano 2. Il volume di stampa è decisamente generoso e permette di fare invasi shell sottili e resistenti. Molto buona anche la coesione del layer. Questo, per chi fa protesi, si traduce in diversi vantaggi: “C’è la possibilità di lavorare l’invaso sotto vuoto senza che le resine acriliche entrino all’interno del layer e durante la lavorazione non si osservano deformazioni della stampa (collassi locali)”, spiega Avaro.

Protesi alpinismo

Protesi alpinismo

Modelli di calcolo agli elementi finiti hanno rivelato che gli sforzi tra materiali tecnici (resine e carbonio) e la stampa 3D vengono distribuiti in modo omogeneo, cosa che con le altre stampe non era possibile qualora si infiltrasse la resina tra layer e layer. L’infiltrazione causava una variazione lineare di rigidezza tale per cui le protesi potevano essere meno resistenti a cicli alternati al carico (diminuzione di resistenza a fatica). I vantaggi sono molteplici. “Se prendiamo il caso di malattie degenerative, le geometrie diventano particolarmente difficili, molto asimmetriche. Ebbene con questa tecnologia è possibile trattare una vasta gamma di casi specifici senza difficoltà”, prosegue Avaro. “Le stampe realizzate con la DeltaWASP 20 40 hanno superato brillantemente le prove distruttive e di calcolo fem (elementi finiti). Questo rende possibile fare una struttura resistente e notevolmente più leggera”, racconta Avaro. Altro vantaggio “è la possibilità di realizzare protesi anche per chi pratica discipline particolari, come l’alpinismo e lo sky run”.

 

 

 

Laboratorio ortopedico Del Bene: via Rossetti a Trieste, il centro protesi è ad Azzano Decimo (Pordenone). La WASP è a Massa Lombarda (Ravenna). Info: Marco Avaro 328 2968322; marcoavaro@gmail.com; www.wasproject.it

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