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Prognosi più accurate per il cancro al polmone non a piccole cellule e metastasi cerebrali

rmn(Reuters Health) – Uno strumento prognostico aggiornato per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) e metastasi cerebrali riflette l’impatto di due mutazioni genetiche sulla sopravvivenza. A dirlo è una ricerca pubblicata su Jama Oncology. “L’analisi dei precedenti studi clinici randomizzati condotti su pazienti con metastasi cerebrali, una popolazione estremamente eterogenea, ha suggerito che gli strumenti di stratificazione del passato erano insufficienti per garantire una corretta interpretazione dei risultati”, ha specificato Paul Sperduto della University of Minnesota di Minneapolis.

Nel 2008 è stato progettato il Graded Prognostic Assessment (GPA), successivamente perfezionato nel 2010. “In questo modo abbiamo appreso che predire la sopravvivenza di un tumore dipende dalla diagnosi iniziale”. Ora si è aggiunta come altra variabile la componente genica. “L’attuale studio affina il GPA per il cancro polmonare, in particolare includendo le mutazioni per EGFR e ALK”.

“Questo studio, che ha coinvolto 27 coautori provenienti da 12 centri medici accademici, rappresenta la più grande indagine su pazienti affetti da cancro ai polmoni con metastasi cerebrali mai segnalato”, ha affermato Sperduto.

La GPA precedente era stata basata sui dati di 1.833 pazienti diagnosticati tra il 1985 e il 2005 e comprendeva quattro fattori prognostici: l’età del paziente, il Karnofsky Performance Status, metastasi extracraniche e il numero di metastasi cerebrali. Sette mesi è la stima della sopravvivenza media.

Per creare il nuovo strumento, chiamato Lung-molGPA il team ha analizzato i dati di 2.186 pazienti diagnosticati tra il 2006 e il 2014 con NSCLC e metastasi cerebrali (1.521 adenocarcinoma e 665 non-adenocarcinoma). Sono stati usati gli stessi fattori prognostici più due fattori genetici: le mutazioni di EGFR e ALK in pazienti con adenocarcinoma (le mutazioni non sono state regolarmente testate per il non-adenocarcinoma). Un anno è la stima della sopravvivenza media.

Secondo Sperduto “la nostra capacità di stimare la sopravvivenza per i pazienti con cancro del polmone e metastasi del cervello sono migliorate in modo significativo. Avere una stima più accurata della sopravvivenza influenzerà le scelte dei pazienti e dei medici su come desiderano trascorrere il loro tempo e quali trattamenti sono più appropriati.”

Per John Suh della Cleveland Clinic in Ohio “date le varie opzioni di trattamento che sono attualmente disponibili per i pazienti con metastasi cerebrali e le polemiche per quanto riguarda la gestione ottimale delle metastasi cerebrali da NSCLC, l’uso di questo strumenti aiuterà lo sviluppo di studi clinici e strategie di trattamento che alla fine permetteranno una cura più mirata e personalizzata”.

Questo nuovo strumento dovrebbe essere usato anche per stratificare futuri studi clinici.

FONTE: JAMA Oncol 2016.

Marilynn Larkin

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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