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Parto senza tagliare cordone ombelicale: pericoloso e sconsigliato

Si chiama Lotus Birth ed è una modalità di parto che prevede la mancata recisione del cordone ombelicale e la placenta e gli annessi fetali rimangono attaccati al neonato anche dopo l’ultima fase del parto, quando la placenta stessa viene espulsa. A questo punto quindi devono passare tra i 3 e 10 giorni prima che la placenta si stacchi spontaneamente come anche il cordone ombelicale ormai seccatosi. Ci sono però ancora pochi studi che riguardano i rischi di tale pratica e alcuni importanti ospedali la sconsigliano.

La placenta, trasportata sempre con il neonato, viene conservata in un sacchetto o in una bacinella e a volte cosparsa con sale grosso per favorirne l’essiccamento e con qualche goccia di olio profumato per mascherarne il cattivo odore. Per la Sin (Società italiana di neonatologia), è da evitare. “Mancano oggi evidenze scientifiche che ne dimostrino il reale vantaggio per la mamma e per il neonato – si legge in una nota – e il pericolo di infezioni che potrebbero mettere a rischio la salute e anche la vita del bambino non è infondato. I vantaggi ipotizzati di un maggiore passaggio di sangue dalla placenta al neonato vengono meno dopo pochi minuti, quando il cordone smette di pulsare”.

“Nel nostro Paese le Linee Guida ministeriali sul parto non contemplano questa procedura, non riconosciuta a livello nazionale – rilevano i neonatologi – In caso di conseguenze negative per madre e bambino, si creerebbe inoltre un problema di natura giuridica per la struttura e il medico che decidono di attuarla. Anche l’eventuale sottoscrizione del consenso informato da parte dei genitori, potrebbe essere ritenuto non idoneo ad annullare la responsabilità”, aggiunge la Sin, che sconsiglia questa pratica anche per il parto in casa. Inoltre, la placenta non può essere portata al di fuori dall’ospedale: è un rifiuto speciale che va smaltito secondo la normativa.

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