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Ossa meno robuste da grandi se si nasce “piccolini”

(Reuters Health)Gli individui che alla nascita presentano un basso peso avrebbero anche un minor picco di massa ossea da adulti e andrebbero incontro ad una maggiore incidenza di osteopenia/osteoporosi. A questa conclusione è giunto il lavoro di un team di ricercatori norvegesi, pubblicato dal Journal Clinical Endocrinology Metabolism. “La salute materna e l’alimentazione nel corso della gravidanza devono essere orientate a garantire le condizioni ottimali per la madre e per il feto – dice Unni Syversen dell’Università norvegese della scienza e della tecnologia di Trondheim, autore principale dello studio – Le madri in particolare devono seguire le raccomandazioni riguardanti l’introito di Calcio e vitamina D durante la gestazione”.

La premessa
La letteratura è abbastanza univoca sul fatto che un basso peso alla nascita è associato ad un picco di massa ossea alterato da adulti e, dal momento che quasi l’80% del Calcio neonatale si accumula nella 36-38a settimana di gestazione, i neonati prematuri sono particolarmente vulnerabili a questo aspetto. Alcuni studi hanno dimostrato che gli adulti nati prima del termine e con peso corporeo molto basso (VLBW) hanno anche una minore densità minerale ossea (BMD).

Lo studio
Syversen e colleghi hanno valutato i dati di 186 individui di due coorti per valutare il picco di massa ossea e la microarchitettura ossea negli adulti nati pre-termine con basso peso corporeo  o nati a termine ma piccoli per l’età gestazionale. Questo campione è stato controllato con un gruppo di controlli nati a termine e con peso corporeo nella norma alla nascita. Gli individui con VLBW presentavano concentrazioni significativamente più basse di minerali ossei (BMC) e di densità ossea (BMD) nella maggior parte dei siti, dopo aggiustamento per l’assunzione di Calcio e attività fisica. Inoltre, il gruppo VLBW presentava un rischio significativamente maggiore di osteopenia/osteoporosi.

Le osservazioni
“Ottimizzare l’assistenza in epoca neonatale e infantile potrebbe contribuire al miglioramento della massa ossea – dice Syversen – Come indicano i nostri dati, l’aumento del peso durante i primi anni di vita sembra essere molto importante per il futuro della massa ossea. La carenza di vitamina D e Calcio sono frequenti a tutte le età e ovunque nel mondo, dunque è necessario introdurre supplementi di queste sostanze, così come dovrebbe essere ridotto il consumo di bevande gassate e di alimenti ad alto contenuto di grassi, di sale e si dovrebbero evitare i carboidrati a base di fruttosio, che sembra indurre perdita ossea”. L’attività fisica comporta evidenti benefici per le ossa e gli individui nati con basso peso corporeo andrebbero incoraggiati ad aderire a programmi di esercizio fisico sin da bambini, ma le stesse raccomandazioni valgono anche in età adulta e nella terza età se si vuole mantenere lo scheletro in buona salute.

Fonte: Journal Clinical Endocrinology Metabolism

 Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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