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Nuova valvola per il trattamento dei pazienti con stenosi aortica severa

Più facile da inserire e anche da riposizionare in caso si renda necessario, con un significativo aumento della sicurezza sia per il paziente che per il chirurgo. Sono alcune delle caratteristiche dell’innovativo sistema per la sostituzione transcatetere della valvola cardiaca (TAVI: Transcatheter aortic valve implantation) destinato ai pazienti con stenosi aortica severa presentato in occasione del 35° Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia Invasiva in corso a Genova.

La nuova tecnologia

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Questa nuova tecnologia, prodotta da Medtronic, è stata progettata per sostituire la valvola aortica nativa in pazienti ad alto rischio e giudicati inoperabili senza la necessità di un intervento chirurgico a cuore aperto e senza la concomitante rimozione della valvola malata. L’innovazione consiste in un miglioramento delle prestazioni e soprattutto in una maggior facilità d’inserimento. Questa valvola transcatetere, infatti, è ora completamente ricatturabile (cioè può essere reinserita nel catetere) e riposizionabile (cioè può essere spostata al di sopra o al di sotto della sua collocazione iniziale) durante la fase d’inserimento.

Il parere degli esperti

“Questo sistema rappresenta il progresso della TAVI, una tecnologia ben collaudata”, ha dichiarato la Professoressa Sonia Petronio, Responsabile dell’Unità Operativa di Emodinamica dell’Ospedale Cisanello di Pisa. “Le nuove caratteristiche di ricatturabilità del dispositivo e il miglioramento del sistema di rilascio della valvola, assicurano agli specialisti una maggiore sicurezza nella fase procedurale. La possibilità di ricollocare la valvola in una posizione migliore rappresenta un vantaggio significativo nella fase di impianto. L’intervento, che abbiamo appena realizzato a Pisa con questa tecnologia, si è concluso con successo e con la massima soddisfazione del team da me diretto.”

La videointervista a Arturo Giordano

La nuova tecnologia è stata progettata per essere impiantata in maniera accurata ed efficace al primo tentativo. Inoltre, il sistema è dotato di una speciale guaina che lo rende il più sottile attualmente disponibile e consente così di ridurre al minimo il rischio di gravi complicanze vascolari. “Questa tecnologia rappresenta l’evoluzione di Corevalve, il sistema per la sostituzione transcatetere della valvola cardiaca con cui sono stati realizzati più di 65.000 impianti nel mondo.” ha dichiarato il dottor Arturo Giordano, responsabile del Reparto di Interventistica Cardiovascolare del Presidio Ospedaliero Pineta Grande di Castelvolturno. “La procedura, che viene effettuata per via percutanea mediante una piccola incisione, prevede l’immediato impianto di una nuova valvola biologica, caricata in un catetere e rilasciata al livello della valvola malata. A Castelvolturno abbiamo appena realizzato un impianto su una paziente che ha confermato le caratteristiche innovative di questa tecnologia.” La prima paziente che è stata selezionata è una donna anziana e con una struttura fisica molto piccola che finora era stata esclusa da questo tipo di trattamento perché le sue dimensioni non erano compatibili con quelle delle valvole attualmente in commercio. “Abbiamo fatto l’intervento la scorsa settimana ed è andato molto bene. Al di là delle piccole dimensioni la valvola presenta anche ulteriori vantaggi: c’è la possibilità di rilasciarle in modo più preciso, l’operatore non deve essere necessariamente così esperto per un posizionamento millimetrico e questo ci ha consentito di avere un buon risultato già al primo impianto” ci racconta il dottor Giordano. “Altro vantaggio è che i tempi di mobilizzazione e di dimissione sono precoci. La nostra paziente dopo il quarto giorno di ricovero è tornata a casa e dovrà venire a controllo tra un mese”. Una prima applicazione di successo di cui ha beneficiato una paziente finora esclusa da altri tipi di intervento.

La videointervista a Francesco Bedogni

“Questo sistema riduce l’impatto sull’arteria e i rischi di complicanze periferiche. Inoltre, è completamente ricatturabile per cui se non siamo contenti di come l’abbiamo sistemata possiamo riprenderla e riposizionarla. Insomma, è un’innovazione che aspettavamo da tanto tempo e che finalmente è a disposizione dei pazienti e migliorerà i risultati ottenuti” conferma anche Francesco Bedogni, Responsabile cardiologia presso la Clinica Sant’Ambrogio del Gruppo San Donato di Milano. “Proprio un recente studio americano ha dimostrato che nei pazienti ad alto rischio è altamente superiore rispetto alla cardiochirurgia tradizionale”.

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