
Una scorretta informazione sull’alimentazione è spesso dovuta all’eccessiva semplificazione ed è viziata da interessi particolari. Tutto questo però sta determinando non pochi problemi di salute pubblica che riguardano ogni fascia di etĂ . “Il cibo è un sistema complesso”, afferma Michele Gulizia, presidente Anmco e direttore della divisione di cardiologia dell’azienda Garibaldi-Nesima di Catania. “Mentre da un lato è oggetto di un’attenzione mediatica quasi morbosa, scarsa è l’informazione sulle caratteristiche nutrizionali di ciò che mettiamo in tavola”. In quest’ottica, il caso dei grassi e degli zuccheri è emblematico perchĂ© troppo spesso sono demonizzati “ed il loro corretto utilizzo è stato riabilitato dopo 40 anni di terrorismo informativo”, prosegue Gulizia. Il tema è stato a lungo trattato e molti, a vario titolo, ne hanno scritto e parlato. La rivista Time ha pubblicato un ampio dossier in cui si sostiene che le campagne antigrassi condotte negli Stati Uniti, da trent’anni a questa parte, non hanno avuto alcun effetto sull’obesitĂ e sulle malattie ad essa collegate. Secondo quanto emerso nel corso del convegno di Firenze, “la rivalutazione della dieta a basso contenuto di grassi ha ora portato ad una reazione contro lo zucchero e altri carboidrati”, sottolinea Gulizia.
Eppure esistono linee guida sul corretto consumo di determinati alimenti, ma non sempre sono corrette. Secondo gli esperti, infatti, piĂą della metĂ delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanitĂ (Oms) in materia di alimentazione sono poco affidabili poichĂ© basate su studi di bassa qualitĂ . “Il Journal of clinical epidemiology ha pubblicato un report che prendeva in esame tutte le linee guida dell’Oms pubblicate tra il 2007 e il 2012 e ha rilevato che su 456 raccomandazioni, 289 (oltre il 50%) classificate come ‘forti’ erano basate su studi di qualitĂ bassa o molto bassa”, spiegano gli esperti. Gli studiosi hanno inoltre sottolineato “l’inadeguatezza” e “la mancanza di trasparenza” della metodologia usata per redigere le raccomandazioni. “Basti pensare – hanno spiegato – che nel recente report sull’introito di zuccheri aggiunti nella dieta di adulti e bambini, le raccomandazioni sono state stilate prendendo in esame quattro studi degli anni ’60, svolti in Giappone che indagavano l’insorgenza di carie dentali”.
