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La generosità si misura a battiti di cuore

A confermare il vecchio detto “sei una persona di cuore” questa volta è la scienza. Secondo lo studio di Jane Aspell della Anglia Ruskin University, riportato su Scientific Reports, le persone generose riescono ad ascoltare meglio il proprio battito cardiaco. In pratica “potrebbe essere che una decisione emotivamente carica, come quella di donare del denaro a uno sconosciuto per pura generosità, induca un cambiamento nel ritmo del cuore di chi deve prenderla e che ciò possa rendere più propense ad agire generosamente proprio le persone più sensibili al suono del proprio cuore”, spiega Aspell.

La ricerca
Nello studio la generosità dei partecipanti è stata misurata con un gioco al pc in cui ciascuno doveva decidere se condividere o meno somme di denaro con altre persone sconosciute. Alla fine del gioco ognuno si ritrova con una certa somma di denaro, quindi scegliere se essere generosi o meno determinava i soldi ”vinti”.

Poi gli esperti hanno registrato con un elettrocardiogramma (ECG) il battito cardiaco di ciascun partecipante e misurato la capacità di ciascuno di percepire il proprio battito. Per farlo, spiega Aspell, “abbiamo usato un software che riceveva i dati dell’ECG e ad ogni battito produceva un suono (un beep)”.

“I partecipanti – spiega – sentivano una serie di 20 beep in alcuni casi in sincronia col loro cuore, in altri no. Dopo l’ascolto delle serie sonore abbiamo chiesto ai loro di dire se il loro cuore battesse o meno in sincronia con i beep e così abbiamo misurato la loro performance nella percezione del proprio cuore”.

I volontari potevano solo far riferimento alla capacità di sentire il proprio cuore ‘da dentro’, per esempio come quando lo si sente battere forte durante una corsa. Ebbene, è emerso che i più generosi erano i più capaci di percepire il battito del proprio cuore. “Questi risultati suggeriscono che, in un certo senso, le persone ‘ascoltano il proprio cuore’ per avere comportamenti altruistici”, conclude Aspell.

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