La Cina conferma la diffusione da persona a persona del nuovo virus

(Reuters Health) – Zhong Nanshan, il funzionario cinese che sta indagando su un focolaio di polmonite derivante da un nuovo coronavirus, ha affermato che la malattia può diffondersi da persona a persona ma che può essere fermata con una maggiore vigilanza. L’esperto ha aggiunto che non vi è pericolo di ripetizione dell’epidemia di sindrome respiratoria acuta grave (Sars) che ha ucciso quasi 800 persone in tutto il mondo durante un focolaio del 2002-2003, iniziato proprio in Cina, a condizione che siano prese precauzioni.

“Ci sono volute solo due settimane per identificare il nuovo coronavirus”, ha ricordato Zhong all’agenzia di stampa di Stato Xinhua. L’epidemia è ancora nelle sue fasi iniziali e la Cina ha una buona sorveglianza e sistemi di quarantena per contribuire a contenerla, ha aggiunto.

L’epidemia si è diffusa dalla città di Wuhan ad altri centri tra cui Pechino e Shanghai, con oltre 200 casi segnalati finora. Sono stati segnalati quattro casi al di fuori della Cina – in Corea del Sud, Tailandia e Giappone.

L’Australia ha dichiarato di voler schermare i passeggeri sui voli da Wuhan a causa delle crescenti preoccupazioni che il virus si diffonda a livello globale. Proprio in questi giorni, infatti, sono in molti i cinesi che prendono voli diretti all’estero per le vacanze di Capodanno.

Le autorità di tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti e molti Paesi asiatici, hanno intensificato lo screening dei viaggiatori provenienti da Wuhan.

Le autorità cinesi finora hanno confermato un totale di 217 casi di virus in Cina, 198 dei quali a Wuhan. Una quarta persona è morta il 19 gennaio, ha reso noto la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan.

L’uomo di 89 anni, che aveva patologie di base inclusa la malattia coronarica, ha sviluppato sintomi il 13 gennaio ed è stato ricoverato in ospedale cinque giorni dopo.
Zhong, rinomato in Cina per il suo lavoro nel combattere la Sars nel 2003, ha confermato che il virus può passare da persona a persona.

A quindici operatori sanitari di Wuhan è stata diagnosticata la polmonite, con un altro caso sospetto, ha affermato la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan. Del personale infetto, uno è in condizioni critiche. A Shanghai i funzionari hanno confermato un secondo caso riguardante un uomo di 35 anni che aveva visitato Wuhan all’inizio di gennaio e hanno affermato che stanno monitorando altri quattro casi sospetti.

Il virus provoca una forma di polmonite e appartiene alla stessa famiglia di coronavirus della Sars. I sintomi includono febbre e difficoltà respiratorie, che sono simili a molte altre malattie respiratorie e pongono complicazioni nello screening.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato che una fonte animale sembra essere l’origine primaria dell’epidemia e che si è verificata una “trasmissione da uomo a uomo limitata” tra contatti stretti. L’agenzia delle Nazioni Unite con sede a Ginevra ha convocato un comitato di emergenza per valutare se l’epidemia costituisce un’emergenza sanitaria internazionale e quali misure dovrebbero essere prese per gestirlo.

Finora, l’Oms non ha raccomandato restrizioni commerciali o di viaggio, ma un gruppo di esperti indipendenti potrebbe farlo, oppure potrebbe formulare altre raccomandazioni per limitare la diffusione del virus.

Fonte: Reuters Health News
Brenda Goh e Sophie Yu
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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