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Insonnia frequente tra i pazienti oncologici

(Reuters Health) – Un piccolo studio condotto in Germania ha rilevato che circa la metà dei pazienti oncologici presenta sintomi di insonnia e molti possono avere problemi di sonno che durano almeno un anno.

Nei Paesi sviluppati, a soffrire di insonnia cronica è il 10% degli adulti e i pazienti oncologici sono particolarmente predisposti. Anche se i disturbi del sonno sono stati associati a esiti infausti per i soggetti con un tumore, le ricerche finora non hanno delineato un quadro chiaro delle circostanze per cui i problemi del sonnoincidono maggiormente nelle persone trattate per un tumore.

Lo studio
I ricercatori – guidati da Katharina Schieber,della Friedrich-Alexander University di Erlangen-Nürnberg – hanno esaminato i dati relativi 405 pazienti tumorali in Germania che avevano un’età media di 59 anni e hanno completato due valutazioni della gravità dell’insonnia: una all’inizio dello studio e un’altra dodici mesi dopo.

Le patologie oncologiche maligne più comuni erano rappresentate da tumore della mammella, tumore della prostata o dei testicoli e cancro colorettale.

La maggior parte dei pazienti – l’83% – erano in cura per la prima volta per un tumore. Il resto aveva recidive o tumori secondari in un sito diverso rispetto a quello del tumore originario.

All’inizio dello studio, il 49% dei pazienti presentava sintomi di insonnia e il 13% aveva problemi di sonno abbastanza gravi da soddisfare la definizione clinica di insonnia.
Dopo un anno, il 64% dei pazienti presentava ancora sintomi.

“Ciò è importante per i pazienti, perché potrebbero presumere che l’insonnia scompaia con il passare del tempo, quando si conclude la terapia per il cancro o l’umore migliora. Purtroppo spesso non è così”, dice Eric Zhou del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, non coinvolto nello studio.

Alla fine dello studio durato un anno, il 53% delle donne e il 39% degli uomini presentavano sintomi di insonnia.

Nelle donne, l’unico fattore che è sembrato influenzare la presenza di insonnia alla fine dello studio era la presenza della stessa all’inizio della ricerca.

Tuttavia, negli uomini, la depressione o l’utilizzo di psicofarmaci all’inizio dello studio sono stati associati a un maggior rischio di insonnia alla fine dello stesso.

Sia tra gli uomini che tra le donne i livelli di sofferenza, depressione e ansia sono aumentati nel corso dell’anno di osservazione.

Fonte: Sleep Medicine
Lisa Rapaport
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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