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Giornata mondiale del cervello: giochi sport e dieta per mantenerlo “in forma”

cervelloMantieni allenata la mente con cruciverba, giochi da tavolo, libri, sport e dieta. Potrebbe sembrare lo slogan di una nuova pubblicità e invece è la raccomandazione degli esperti contro l’invecchiamento cerebrale in occasione della Giornata Mondiale del Cervello che si celebra oggi.

A soffrire di una qualche patologia cerebrale, è il 10-20% delle persone di età compresa tra 60 e 80 anni, ma la proporzione sale a uno su tre tra gli over 80. “In Italia ci sono 1,2 milioni di persone con demenza senile, 500-600mila sopravvissute a un ictus e circa 300mila malati di Parkinson. Siamo a due milioni di cittadini colpiti da patologie che riguardano il cervello, più di infarto o tumori”, ricorda Leandro Provinciali, presidente della Società Italiana di Neurologia (Sin).

Memoria, lucidità, comprensione, capacità di interagire, controllo del movimento, linguaggio: sono alcune delle capacità che queste malattie rubano a chi ne viene colpito. La genetica ha un suo peso, ma la prevenzione e la diagnosi precoce aiutano. Su questo si concentra l’attenzione del World Brain Day 2016, promosso dalla Federazione Mondiale di Neurologia per sensibilizzare la popolazione, anche in vista dei cambiamenti demografici che ci attendono. Oggi gli over 60 sono circa 800 milioni a livello mondiale, ma entro il 2050 saranno 2 miliardi.

Per limitare l’insorgenza di danni cerebrali legati all’età, via libera quindi ad attività stimolanti, volontariato, esercizio fisico, dieta a base di verdura e frutta ricche di antiossidanti, ma senza dimenticare il monitoraggio di pressione, colesterolo e glicemia. Non sottovalutare, inoltre, ricorda la Sin, i passatempi: per chi pratica giochi da tavolo il rischio di demenza è del 74% più basso, del 35% in meno per chi legge intensamente, fino al 69% più basso per chi suona un strumento e il 41% per chi si diverte con i cruciverba.

Particolare attenzione va rivolta ai disturbi di tipo ansioso e depressivo, sottolinea Provinciali, che è direttore del Dipartimento di Scienze Neurologiche degli Ospedali Riuniti di Ancona. “La depressione dopo un ictus si rileva in almeno il 40% dei casi. Nella demenza arriva prima di altri sintomi e riguarda circa il 30% dei malati, mentre col Parkinson e’ ancora più frequente e può manifestarsi prima o durante la malattia. Sono depressioni organiche dettate dal fatto che il cervello non è più in grado di adattarsi agli stimoli ambientali. Ma a loro volta possono tradursi in isolamento e inattività, peggiorando la situazione”.

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