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Facebook: uso smodato legato a ridotta dimensione dell’area del piacere del cervello

Secondo un’analisi pubblicata su Behavioral Brain Research, un frequente utilizzo di Facebook potrebbe essere associato ad un ridotto volume del nucleus accumbens, l’area cerebrale coinvolta nei meccanismo del piacere e della gratificazione.

Lo studio
Secondo l’autore, Christian Montag dell’università di Ulm in Germania, è possibile che le persone con volume più piccolo del nucleus accumbens siano particolarmente predisposte a far propria la passione per i social oppure che usare spesso i social possa, nel tempo, portare a una riduzione del volume di questa parte del cervello.

L’esperto ha analizzato e monitorato la frequenza d’uso di Facebook tramite cellulare di un gruppo di volontari ed eseguito una risonanza per osservare il cervello di ciascuno. In questa maniera gli esperti hanno notato che al crescere dell’uso di Facebook, risulta tanto più ridotto il volume del nucleus accumbens. “Siamo riusciti a predire la durata e la frequenza d’uso di Facebook dei volontari solo guardando al volume del loro accumbens: più piccolo era l’accumbens, maggiore l’uso”, dichiara Montag.

“Sappiamo che sia la genetica, sia l’influenza di fattori esterni modellano per ciascuna persona il volume delle varie aree cerebrali – precisa l’esperto – ma anche che i fattori ambientali continuano a interagire col genoma durante tutta la vita di un individuo (e questo può portare al costante rimodellamento delle nostre strutture cerebrali). Perciò – conclude –  i nostri risultati potrebbero riflettere sia l’esistenza di una predisposizione genetica all’uso frequente di Facebook sia che la riduzione di volume dell’accumbens sia una conseguenza di esso”.

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