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Dopo le festività picco di ricoveri per scompenso cardiaco

shutterstock_58302913Puntuali si ripresentano le festività annuali e puntualmente durante i giorni di festa diminuisce il numero dei ricoverati per scompenso cardiaco per lievitare subito dopo. Lo conferma uno studio condotto da ricercatori americani.

“La gente – ha affermato Maria Mountis, cardiologa della Cleveland Clinic in Ohio – per non rovinarsi i programmi delle vacanze o perché pensa che gli studi medici sono chiusi nei periodi di festa, evita di andare in ospedale durante le feste ovviamente il ritardo nel trattamento peggiora la situazione e i risultati”.

Ma come mai si osserva un picco di ospedalizzazioni dopo che la festa è passata? “La colpa è dell’alimentazione troppo ricca di sale, della sedentarietà e dello stress dovuto agli spostamenti, fattori che possono contribuire all’aumento dei ricoveri qualche giorno dopo la fine delle festività – ha detto Mahek Shah del Valley Hospital Network Lehigh in Pennsylvania – a causa dell’aumento del peso corporeo e dell’accumulo di liquidi che sono alla base dei sintomi dell’insufficienza cardiaca e la peggiorano”. Il dottor Shah e il suo team hanno esaminato i dati di 22.727 pazienti ricoverati all’Einstein Medical Center di Philadephia per scompenso cardiaco tra il 2003 e il 2013, la maggior parte dei quali di sesso femminile, afro-americani e di età media attorno ai 68 anni,  con comorbilità oltre allo scompenso tra cui ipertensione, diabete, ipercolesterolemia e malattie coronariche. I ricercatori li hanno divisi in tre gruppi  a seconda della data di ricovero: durante la vacanza, entro quattro giorni dalla festa o in altri giorni del mese; le festività considerate sono state il giorno di Natale, il Ringraziamento, l’Indipendence Day, il giorno di Capodanno o il Super Bowl o la domenica. Durante gli anni il numero medio di pazienti ricoverati per scompenso cardiaco è passato da 3,8 al giorno per l’Indipendenza, a 5,6 al giorno nei giorni immediatamente successivi, mentre per il resto del mese il numero medio di ricoveri era 5 al giorno. Ogni anno sono stati ricoverati il giorno di Natale 3,6 pazienti, mentre nei quattro giorni successivi il numero è salito a 6,5 al giorno, nel resto del mese di dicembre il numero medio dei ricoveri per scompenso cardiaco è stato di 5,5. Dati sovrapponibili per le altre festività.

I cardiologi avvertono che i sintomi dello scompenso cardiaco possono peggiorare nel giro di uno-due giorni dopo aver mangiato cibi molto salati. “Alle persone con insufficienza cardiaca, l’American Heart Association raccomanda di mangiare da 1.500 a 2.000 milligrammi di sale al giorno – ha sottolineato la dottoressa Mountis – un solo hot dog potrebbe contenerne fino a 1.000 milligrammi, quindi è importante mangiare con moderazione”. Un consiglio ai pazienti è quello di leggere con attenzione le etichette degli alimenti e tenere traccia di quanto sale mangiano ogni giorno magari facendosi aiutare da qualcuno. “Non si può negare alla gente di godersi una festa – ha concluso Mountis – ma questi pazienti dovrebbero essere più cauti e tenere sotto controllo l’assunzione di cibo in vacanza o durante un’occasione speciale”.

Fonte: Clin Res Cardiol 2016

Linda Thrasybule

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)  

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