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Demenza: livelli di emoglobina sia alti che bassi aumentano il rischio

(Reuters Health) – Livelli sia alti che bassi di emoglobina sono associati a un aumento del rischio di demenza.È quanto emerge da uno studio condotto sulla base dei dati raccolti nell’ambito del Rotterdam Study da un team coordinato da Frank Wolters, dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam. I risultati della ricerca sono stati pubblicati da Neurology.

Lo studio
I ricercatori olandesi hanno preso i dati di 12.305 persone per esaminare i livelli di emoglobina o anemia e il rischio di demenza. Un sottogruppo di 5.319 partecipanti, poi, è stato sottoposto a risonanza magnetica per studiare patologie cerebrali vascolari, connettività strutturale e perfusione cerebrale.

Complessivamente, il 6,1% dei partecipanti aveva anemia e 1520 individui hanno sviluppato demenza in un follow-up medio di 12,1 anni. Rispetto al quintile medio dei livelli di emoglobina, il quintile più basso era associato a un aumento del rischio del 29% di tutte le cause di demenza e un aumento del 36% del rischio di malattia di Alzheimer.
Il quintile più alto, invece, era associato a un aumentato rischio del 20% di demenza per qualsiasi causa, rispetto al quintile medio. L’anemia, infine, era associata a un aumento del 34% del rischio di demenza per tutte le cause e a un aumento del 41% della malattia di Alzheimer.

Anche il volume di iperintensità della materia bianca e la connettività strutturale sono stati peggiori sia nella gamma inferiore che in quella superiore dei livelli di emoglobina e la connettività strutturale sarebbe stata significativamente peggiore negli individui con anemia rispetto a quelli senza.

Bassi livelli di emoglobina, ma non elevati, sono risultati associati a maggiore prevalenza dei cosiddetti microbleeds, mentre né i livelli di emoglobina né l’anemia sono risultati correlati alla presenza di infarti lacunari o corticali. Infine, i livelli di emoglobina sarebbero stati associati in modo lineare alla perfusione cerebrale.

Fonte: Neurology
Will Boggs
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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