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Dal castello sulla lava ai laghi di Monticchio: tutti i segreti dell’ultima glaciazione

 melfi

“In Italia c’è un Castello vero sulla lava e la Settimana del Pianeta Terra sarà anche lì . Il castello normanno di Melfi sorge su una antica colata di lava. Quando il Vulture era nel periodo di massima attività infatti, le eruzioni esplosive si alternavano ad effusioni laviche. Una di queste grandi colate si solidificò nei pressi di un’antica linea di costa. Raffreddando, la lava diminuiva il proprio volume e si fratturava. Quelle fessure oggi percorrono l’antica colata in verticale, attribuendole una fisionomia colonnare”. Lo ha affermato Salvatore Lucente, geologo, Presidente di Geo – Bas Italia, annunciando l’affascinante viaggio nel Vulture durante La Settimana del Pianeta Terra , creata dai professori Silvio Seno dell’Università di Pavia e Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino e riconosciuta dal MIUR .

“Circa 133.000 anni fa, con una grande eruzione, il Vulture cessò la sua attività. La camera magmatica – ha proseguito Lucente –  ormai svuotata, cedette sotto il peso dell’edificio vulcanico e sprofondò aprendo in superficie una grande depressione circolare (caldera). L’interno di questo invaso venne “argillificato” e impermeabilizzato grazie a processi di alterazione atmosferica. Le acque si raccolsero velocemente e si formarono i due Laghi di Monticchio.

Pare che questi laghi abbiano registrato il clima del passato. “Nei laghi di Monticchio sono nascosti i misteri dell’ultima glaciazione : questo è il risultato di uno studio internazionale – ha dichiarato Lucente –  condotto da ricercatori provenienti da numerosi Paesi . Esaminando pagine di storia geologica dei laghi di Monticchio , i ricercatori stanno definendo la precisa dinamica dell’ultima glaciazione. Dai pollini contenuti nei sedimenti, sono state identificate le specie vegetali e le condizioni climatiche presenti nell’area.

Le analisi geochimiche hanno portato alla scoperta di brevi e intensi periodi freddi di durata millenaria, al passaggio dall’ultima fase mite (interstadiale) alla più recente fase glaciale, circa 75.000 anni fa. I sedimenti nei Laghi di Monticchio inoltre contengono ceneri vulcaniche trasportate dal vento e accumulate sul fondo. Esse sono state confrontate con depositi marini e lacustri della stessa età in altri posti, con l’obiettivo di ricostruire e datare alcune eruzioni pliniane di vulcani come Ischia, Campi Flegrei, Etna, Stromboli e Salina.

I laghi di Monticchio ospitano uno dei più importanti archivi paleo-ambientali di Europa. Sui fondali lacustri infatti, per 130.000 anni senza sosta, si sono accumulati sedimenti dilavati dai pendii del cratere, ceneri di lontane eruzioni, pollini, alghe e pulviscoli: fondamentali “registratori” delle condizioni ambientali del passato”.

Lucia Limiti

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