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Da Dna i segreti di 1.700 ceppi di superbatteri

Klebsiella pneumoniae indagato speciale. Da un lavoro svolto da diversi atenei e istituti di ricerca di Gran Bretagna, Germania, Olanda e Italia con Università di Firenze, Azienda ospedaliero-universitaria Careggi e Istituto superiore di sanità, arriva la mappa genetica del Klebsiella pneumoniae, germe patogeno che tende spesso a diventare resistente agli antibiotici ed è responsabile di numerose infezioni, a volte fatali, contratte di frequente in ambito ospedaliero. Il lavoro pubblicato su Nature Microbiology ha studiato appunto il Dna di oltre 1.700 ceppi di Klebsiella pneumoniae, che erano stati raccolti in un precedente studio internazionale del 2013-2014, il progetto Euscape, con il coinvolgimento di oltre 400 ospedali in 36 Paesi del continente.

Gli studiosi dell’Università di Firenze hanno contribuito alla determinazione e classificazione del comportamento dei batteri nella resistenza agli antibiotici (fenotipo) e alla correlazione con il profilo genetico, permettendo per la prima volta di avere un quadro approfondito della diversità nella popolazione di questi batteri patogeni che circolano negli ospedali europei.

“Alcuni ceppi di Klebsiella pneumoniae – spiega Gian Maria Rossolini, docente di microbiologia e microbiologia Clinica presso l’Ateneo fiorentino, fra gli autori della pubblicazione insieme con Tommaso Giani, ricercatore del dipartimento di medicina sperimentale e clinica – hanno acquisito resistenze alla maggior parte degli antibiotici attualmente disponibili, compresi i carbapenemi, che sono ad ampio spettro. Le infezioni causate da questi ceppi sono molto difficili da trattare e, conseguentemente, possono essere gravate da una elevata mortalità. Di fatto, la gestione di queste infezioni rappresenta attualmente uno dei maggiori problemi in campo medico, con rilevanti implicazioni per la salute pubblica: l’Italia è tra i paesi europei uno di quelli dove il fenomeno ha assunto proporzioni maggiori”.

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