COVID-19: con asma e rinite allergica più facile contrarre l’infezione

(Reuters Health) – Secondo un ampio studio di coorte condotto in Corea del Sud, le persone con rinite allergica e asma sono più esposte al rischio di contrarre il COVID-19 e, quando infettate, sono notevolmente più inclini a sviluppare una forma grave della patologia.

“Il rischio si è rivelato particolarmente elevato nei soggetti con asma non allergica, che avevano il quadruplo delle probabilità di avere una forma grave di COVID-19 rispetto alle controparti senza asma”, dice Jee Myung Yang, dello University of Ulsan College of Medicine di Seoul, principale autore dello studio pubblicato dal Journal of Allergy and Clinical Immunology.

Lo studio
Yang e colleghi hanno esaminato i dati dell’Health Insurance Review and Assessment Service sudcoreano relativi a oltre 219.000 adulti sottoposti a test per COVID tra il 1 gennaio e il 15 maggio. Fra questi, il 14,9% era asmatico, il 63,1% aveva rinite allergica e il 3,9% presentava dermatite atopica.

7.340 persone sono risultate positive a SARS-CoV-2, tra cui 725 soggetti asmatici (9,9%), 4.210 con rinite allergica (57,4%) e 136 con dermatite atopica (1,9%).

Il tasso di positività al SARS-CoV-2 era del 2,3% per gli asmatici e del 2,2% per i non asmatici (odds ratio aggiustato 1,08; intervallo di confidenza al 95%, da 1,01 a 1,17) e del 3,3% e del 2,8% rispettivamente per i soggetti con e senza rinite allergica (aOR, 1,18; IC 95%, da 1,11 a 1,25).

L’aumento era maggiore sia per i soggetti con asma non allergico (aOR, 1,34; IC 95%, da 1,07 a 1,71), sia per quelli con asma allergico (aOR, 1,06; IC 95%, da 0,97 a 1,17).

Esiti clinici gravi si sono manifestati nel 6,9% dei pazienti con asma, nel 4,5% di quelli non asmatici (aOR, 1,62; IC 95%, da 1,01 a 2,67), nel 4,7% dei pazienti con rinite allergica e nel 3,7% dei pazienti senza rinite allergica (aOR, 1,27; IC 95%, da 1,00 a 1,64).
Le probabilità di sviluppare COVID-19 in forma grave erano più che quadruplicate per i pazienti con asma non allergico (aOR 4,09; IC 95%, da 1,69 a 10,52), mentre l’aumento del rischio era meno pronunciato per i soggetti con asma allergico (aOR, 1,40; IC 95%, da 0,83 a 2,41).

La degenza ospedaliera media è durata 22,8 giorni per i pazienti con rinite allergica e 21,8 giorni per quelli senza rinite allergica (differenza media aggiustata, 0,71; IC 95%, 0,02-1,40).

I pazienti con asma hanno trascorso in media 24,6 giorni in ospedale, a fronte dei 22,1 giorni di quelli non asmatici (differenza media aggiustata, 0,89; IC 95%, da -0,25 a 2,3).

“Poiché il profilo immunologico dei pazienti con COVID-19 è polarizzato verso una classica risposta Th1, i pazienti con asma non allergico potrebbero manifestare un’aggravata risposta immunitaria Th1. Pertanto, sono predisposti a esiti clinici gravi del COVID-19”, concludono gli autori.

Fonte: Journal of Allergy and Clinical Immunology
Staff Reuters
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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